Una crisi di coppia non si verifica all’improvviso e non è mai determinata da un solo evento, ma dalla combinazione di svariati fattori. Ci può essere un episodio scatenante, più o meno destabilizzante, come per esempio la scoperta di un tradimento, ma generalmente si parla di crisi di coppia quando i partner vivono un malessere che perdura nel tempo, nonostante il desiderio di cambiamento.
Spesso, le dinamiche di una crisi all’interno di una coppia raggiungono livelli inaccettabili: qualsiasi tentativo di risoluzione si trasforma in dinamiche relazionali lesioniste e ripetitive che alimentano il problema anziché risolverlo. La consapevolezza della disfunzionalità della relazione è accompagnata da uno stato di disagio, di pesantezza del clima relazionale e da una sensazione di impotenza.
Link sponsorizzato
La variabile tempo è di fondamentale importanza: nella vita di coppia “piccole crisi” sono da considerarsi fisiologiche; la fatica della quotidianità è difficile; il confronto delle idee porta a una sana conflittualità che cerca un equilibrio sempre più rispondente alla coesistenza di due individui, con idee, atteggiamenti, modi di fare diversi: l’accordo, la mediazione alle volte richiede passaggi faticosi o dolorose rinunce.
In molti casi la mancanza di piccole crisi, di momenti di forte conflittualità, di sano confronto è essa stessa alla base della crisi di coppia. Il lasciar correre, l’imparare a non dire o non fare qualcosa che potrebbe urtare il partner, nel tempo, impoverisce l’espressività, crea un clima di mancanza di libertà, produce risentimento, tutti ingredienti di un malessere che si alimenta nel tempo.
Non ci sono “ricette” per il mantenimento della buona salute della coppia, ma ci sono dei princìpi che si possono tenere presenti. Anzitutto, il mantenimento della diversità nella ricontrattazione periodica della parità nella relazione (dal punto di vista economico, decisionale, affettivo).
Molte relazioni vanno in crisi per mancanza di alternanza della posizione relazionale nell’equilibrio della coppia: uno dei partner mantiene, infatti, una posizione up nei confronti dell’altro che spesso è l’autore di questo assetto sbilanciato della relazione. In tutti quei rapporti dove uno dei due partner vive una posizione subalterna, come un satellite intorno al sole, a un certo punto avremo una crisi: l’altro lascia filtrare un bisogno di affermazione tenuto a bada da qualche meccanismo nevrotico che cede nel tempo. Un evento emotivamente importante (maternità, innamoramento, un avvenimento professionale rilevante, la perdita di un genitore) può stimolare una ridefinizione dell’identità e portare la persona a consapevolizzarsi rispetto alla sua posizione nella relazione e in generale nel suo mondo affettivo, rompendo un equilibrio basato su meccanismi ”sbagliati”.
Quando una disparità avviene in modo naturale, come quando per esempio due professionisti hanno un bambino e (di solito) lei lascia il lavoro per dedicarsi al piccolo senza che questa scelta sia accompagnata da una pianificazione, anche a grandi linee, dopo qualche tempo, emerge un malessere che richiede la rivisitazione del percorso della coppia, dei fattori emersi e di quelli messi in atto inconsapevolmente.
Fantasie di fallimento sul piano professionale, senso di esclusione, di inadeguatezza, di dipendenza mal tollerata, possono alterare negativamente una fase di vita che potrebbe essere vissuta con intenso piacere da entrambi.
Un altro aspetto da considerare è l’apertura al contesto esterno (amici, parenti, hobby personali. La coppia è un sistema relazionale, come tutti i sistemi viventi ha bisogno di relazionarsi ad altri sistemi che la circondano e la includono. Gli amici, i colleghi sono sistemi che, attraverso la loro presenza nella coppia, alimentano le idee, le curiosità, la “cultura” in senso lato della coppia.
Anche le emozioni negative hanno una loro funzione importante: le momentanee crisi personali vissute nei contesti esterni alla coppia danno modo di conoscere e vivere sempre più in profondità la variabilità delle emozioni di ognuno, il modo di reagire, la ricerca di appoggio o complicità… la ricerca di soluzioni a tanti problemi fa della coppia un sistema vivo ed efficace. Al contrario, una coppia molto esclusiva, che si rinchiude in sé, che non coltiva le amicizie, le relazioni con la parentela, che tende a non parlare neppure del lavoro (perché i problemi “non bisogna portarli a casa”) facilmente entra in un clima di asetticità relazionale che rende povero e asfittico il sistema-coppia.
La coppia vive fasi evolutive che partono da quella iniziale dell’innamoramento. Questa prima fase può avere caratteristiche diverse per ogni coppia e per i due partner all’interno della stessa coppia. Può essere vissuta con grandissima intensità a livello di attrazione fisica o intellettuale o razionale, con diverse combinazioni. Generalmente è una fase ricordata con nostalgia, è la fase del “sogno” e alle volte dell’illusione (di trovare nel partner ciò che si desidera intensamente). Dopo un periodo che può variare molto a seconda che i due vivano separati o insieme, in generale a seconda delle condizioni esterne, il rapporto entra in una fase di maturità, dopo che i due partner hanno la possibilità di conoscersi davvero, nella realtà con i suoi risvolti anche prosaici della convivenza.
Generalmente questa è una fase che porta a una possibile crisi, dovuta ad alcuni fattori quali: accorgersi di atteggiamenti che risultano fastidiosi; condividere la fatica della quotidianità; accordarsi su cosa si ritiene più importante, quindi sulle priorità; sopportare la frustrazione nella mancata realizzazione della propria idealità, delle aspettative; regolazione della vita sessuale non più sotto la spinta della forte attrazione iniziale; la relazione con le famiglie di origine o con i figli nati in relazioni precedenti. Ognuno di questi nuclei problematici può costituire un’occasione di confronto, conflitto o accordo.
Il grado di tolleranza che la coppia ha nei confronti della problematicità della relazione è importante nel determinare l’evoluzione del rapporto: una coppia poco tollerante può entrare in conflitto per alcuni dei suddetti possibili motivi di disaccordo e non trovare soluzioni a causa dell’irrigidimento delle rispettive posizioni; d’altra parte una tolleranza infinita potrebbe essere il frutto di un atteggiamento del tipo “lasciamo correre” che nel tempo accumula risentimento e relativo disagio.
La complessità e la relativa possibile problematicità fanno parte del funzionamento della coppia-sistema, la differenza fra una coppia e l’altra sta nel come si affrontano via via queste problematicità.
I diversi stili di reazione ai dati di realtà alle volte risultano inconciliabili: una modalità ansiosa, o direttiva, o evitante, o colpevolizzante, o fredda e pragmatica, o eccessivamente efficiente, o incalzante eccetera crea nel partner un disagio. A questo punto c’è la reazione al disagio; quando le reazioni e le controreazioni a una situazione problematica diventano ripetitive, (per esempio forte conflittualità che non porta a una soluzione condivisa, oppure chiusura in sé), allora è il momento di parlare di come ognuno vive quelle interazioni, della lettura che si dà, della propria interpretazione.
Come la vita dell’individuo anche la vita di coppia ha la sua evoluzione. Per l’individuo è importante la prospettiva temporale, legata a tappe, obiettivi da raggiungere, un percorso da realizzare. Per la coppia è importante la progettualità condivisa. Nella fase della costituzione, nella fase nascente, già sono presenti alcuni sogni condivisi, già ci si è confrontati sui temi principali: il volere o non volere figli, la carriera professionale, l’importanza del denaro, dove vivere, quali gli obiettivi che si ritiene importanti da raggiungere. La progettualità fornisce una sorta di cammino psicologico, un percorso nel quale ci si sente immersi, per raggiungere tappe importanti, obiettivi che motivano la persona nei momenti di maggiore fatica o di disorientamento. La progettualità può cambiare, lungo il percorso gli elementi di realtà possono indurre la coppia a modificare la direzione, obiettivi che risultano irraggiungibili possono essere sostituiti da altri comunque desiderabili. Uno degli elementi di criticità nella vita di coppia può riguardare la progettualità: si pensi alle coppie che scoprono di non poter avere figli, o alle coppie che vanno in crisi in seguito a terremoti finanziari, o ad altre perturbazioni che necessitano di una riprogettazione della propria vita di coppia, in questi casi i due partner devono ritrovare un percorso comune dopo aver superato una fase traumatica vissuta in modo diverso da ognuno di loro.
Infine, un altro principio da non sottovalutare è l’intimità della coppia, un elemento che non riguarda solo la vita sessuale; in realtà l’intimità che dà maggiore calore e sicurezza nella coppia è quella intellettuale, il condividere un mondo di idee, anche diverse, che insieme leggono e interpretano la realtà.
Ciò non significa essere d’accordo su tutto; la diversità di opinione è anzi più interessante, ma la sensazione di poterne parlare con il proprio partner, di poter esprimere le sensazioni rispetto alle realtà altrui, dà una sensazione di accoglienza, di area privata, di spazio di scambio dei pensieri intimi; tutto ciò crea e mantiene l’intelaiatura della vita di coppia.