La gelosia ha tante sfumature e diversi livelli d’intensità: c’è chi ne soffre in modo lieve e chi in forma più grave; un conto è provarla, diverso è subirla. Ecco qualche consiglio per imparare a controllarla e gestire quella del partner.
La gelosia prima o poi, a torto o a ragione, investe tutti. Può riversarsi sull’ex, i colleghi, i genitori, i compagni del figlio, a volte anche su uno sconosciuto. Quando la gelosia sconfina nella patologia però può diventare un problema.
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Il geloso patologico, che potremmo definire nevrotico, non è solo timoroso, ma è divorato dal dubbio dell’infedeltà del partner, non riesce a distrarsi da questo rovello. Continua con ostinazione a cercare prove o a pretendere la confessione di un supposto tradimento, mostrando senza esplicitarlo, ciò che simbolicamente non può tollerare: ovvero l’idea di essere, anche per un solo momento, escluso dai pensieri e desideri del suo amato.
La gelosia morbosa o gelosia patologica, è ben diversa da quella normale perché caratterizzata da persone che controllano, indagano, pedinano, aggrediscono, rifiutano che il partner si muova liberamente e arrivano alla violenza psicologica, fisica e, in situazioni estreme, all’omicidio.
Cos’è e come nasce la gelosia?
Freud distingue tre tipi di gelosia: quella normale, presente in tutte le persone e, se non evidente, è repressa; la gelosia nevrotica, troppo forte e immotivata; la gelosia ossessiva, patologica e delirante. Secondo il fondatore della psicoanalisi, il conflitto di gelosia è dovuto al complesso di Edipo, cioè il triangolo sessuale costituito dalla madre, dal padre e dal bambino nelle prime fasi della sua sessualità. Dal complesso di Edipo, nella prima infanzia si forma, infatti, l’intensità e la forma di gelosia dell’adulto, dove desiderio, dolore, perdita, orgoglio ferito, odio, paura e senso di colpa, sono gli aspetti fondamentali. Il bambino, crescendo, cerca di rendersi indipendente allontanandosi dalla madre che però, è sempre pronta ad accoglierlo nel momento in cui dimostra paura o insicurezza. Quando il distacco è troppo brusco o non avviene perché la madre è troppo protettiva, si instaura una insicurezza che, da adulto, nella relazione con l’altro, può trasformarsi in una gelosia per paura di perderlo e restare solo. Da adulti subentra quindi il legame non risolto con il genitore che viene spostato sul primo amore che viene così idealizzato.
Per le teorie evoluzioniste la gelosia nasce invece milioni di anni fa, con il maschio preistorico che era geloso perché da solo combatteva, nutriva e difendeva solo i suoi figli, mentre la femmina, dal canto suo, aveva il timore di restare senza nutrimento se il maschio si rivolgeva ad altre femmine.
Quel che è certo, è che la gelosia è un sentimento molto potente che può portare, dopo un tradimento, alla separazione della coppia e provocare reazioni diverse, secondo la cultura sociale nella quale la coppia è inserita. Pensiamo a quello che succede in molte civiltà dove ci sono dei veri e propri accertamenti sulla verginità che deve mantenere una donna, alle pratiche terrificanti e barbare di mutilazioni genitali femminili.
La gelosia, analizzata secondo i ricercatori che ne hanno studiato le provenienze biologiche, ha concluso che la personalità del geloso è molto fragile, con ansia dovuta al non riuscire a stare soli e alla scarsa autostima, che sono i sintomi di disagi più ampi i quali meriterebbero di essere analizzati e curati in modo più approfondito attraverso la psicoterapia.
La gelosia non ha niente a che fare con l’amore, anzi è esattamente l’opposto. È importante ribadirlo, perché a volte le donne la confondono con l’amore e in base a quello sono disposte a tollerare una serie di cose.
È perfettamente normale essere gelosi, tuttavia, è importante che si differenzi bene dalle tipologie dannose e distruttive per la coppia.
In effetti la gelosia è più legata all’idea di possesso che di amore. La persona gelosa pretende in modo inconsapevole di essere tutto per l’altro, di colmare con la sua presenza tutti i bisogni affettivi della persona amata, non accetta il proprio limite di importanza nel rapporto. E’una forma di controllo dell’altro, ha poco a che fare con l’amore come scambio. È vero essere gelosi in un rapporto di coppia è forse inevitabile ma l’equilibrio è davvero precario e basta una risposta che non corrisponde a quella sperata per finire nella spirale dell’ossessione!
In tal maniera essere gelosi può diventare un vero e proprio tormento e compromettere la relazione fino a distruggerla. Il rischio è di tirare troppo la corda e, ad un certo punto, veder scappare il partner, perché la gelosia dell’altro è diventata soffocante. E’ da tener presente che anche la persona che soffre di questa gelosia ne è ossessionata ed è dannosa per la sua salute. La gelosia ossessiva fa perdere il sonno e la tranquillità ed è causa di stress e tensioni. Quando si è invasi dalla gelosia è difficile, se non impossibile, mantenere la lucidità e distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.
Indubbiamente anche le esperienze personali passate hanno un loro peso. Se in passato, per esempio, si è subito un tradimento, probabilmente, la persona sarà più sensibile al sospetto e il virus della gelosia contaminerà anche le sue nuove relazioni. Ciò fa perdere fiducia in se stessi, rende insicuri e dubbiosi. La chiave di tutto è proprio questa: tornare a credere nelle proprie possibilità e potenzialità. Se si nutre un’adeguata fiducia in se stesso e nel partner non si avranno molte occasioni per sentirsi geloso e quando accadrà sarà un’esperienza utile a riflettere sulla relazione e valutare se vi siano motivi concreti per preoccuparsi.
Ecco allora alcuni suggerimenti per imparare ad essere meno gelosi:
Quando si ha un sospetto, un dubbio, la soluzione è parlarne con il partner. E’ necessario evitare di far sovrapporre dubbi e timori dentro di sé: provare a parlarne con tranquillità. Il rapporto potrà solo beneficiarne e ci si potrà sentire ancora più vicini e complici.
Se i pensieri ossessivi non danno tregua è preferibile provare a spostare l’attenzione ad altro, occupandosi in attività piacevoli per se stessi.
Evitare di spiare o indagare. Il rischio è di confondersi ancora di più le idee e compromettere irrimediabilmente il rapporto.
Provare a mettersi nei suoi panni e chiedersi:” Come mi sentirei se fosse lui / lei a spiarmi? “
Se non si riesce da soli a cambiare la situazione allora è importante chiedere un supporto esterno. Parlare con chi possa aiutare a valutare più obiettivamente la situazione ed eventualmente a ritrovare il giusto equilibrio. Combattere la gelosia significa specialmente conoscerla nelle sue svariate forme e accettare le conseguenze attraverso la certezza di un tradimento e non condizionate da fantasie o episodi del passato.
La gelosia può diventare possessività psicologica quando è eccessiva e si cerca di possedere il partner togliendogli libertà e fiducia. Amare una persona significa considerarlo nella sua individualità e nella sua possibilità di essere indipendente anche se ci ama e lo amiamo, tenendo conto delle sue necessità e senza avere paura di perdere l’autonomia. Essere in fusione, non significa amare, ma regredire a uno stadio di relazione madre-bambino, facendo diventare il rapporto irrimediabilmente distruttivo.