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Vampiri emotivi: come difendersi?
Lo psicologo Albert J. Bernstein ha definito “vampiri emotivi” quelle persone che invadono i confini degli altri, lasciandoli svuotati e privi di energie.

Ci sono persone che succhiano la nostra energia, come i vampiri succhiano il sangue. Parliamo con loro e ci sentiamo stranamente esausti, svuotati. La loro compagnia non ci rende allegri, ma stressati. Queste persone sono comunemente chiamate “vampiri emotivi” e purtroppo non è infrequente incontrarle. La metafora del vampiro non è casuale: questa creatura mitologica si nutre di sangue umano, ne ha bisogno per sopravvivere, al pari di queste persone che non lo sanno, ma hanno bisogno di noi. Hanno bisogno di sfogarsi, di controllare, di lamentarsi, di vittimizzarsi, di manipolare, perché non sanno come vivere in un altro modo. Il problema è che il loro atteggiamento, ovviamente, è disfunzionale.

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La figura del vampiro emotivo è stata studiata dallo psicologo clinico Albert J. Bernstein, che ha individuato diverse categorie:

  • I narcisisti: hanno bisogno di essere costantemente al centro dell’attenzione e non riescono a dare agli altri lo spazio che si meritano. A volte adottano strategie manipolatorie per mantenere il legame.
  • I vittimisti: persone che si lamentano sempre, dipingendosi come delle vittime. Cercano negli altri dei salvatori e possono esaurire emotivamente chi è chiamato a prendersi cura di loro.
  • I controllanti: hanno bisogno di avere tutto sotto controllo e per farlo possono limitare la vita di chi sta loro vicino.
  • I logorroici: queste persone esauriscono gli altri perché monopolizzano le conversazioni, senza ascoltare.
  • Gli “attori”: amplificano le emozioni e ingigantiscono i fatti, come se si trovassero al centro di una tragedia o di una commedia. Possono essere difficili da contenere.

I vampiri emotivi si riconoscono a istinto: quando le interazioni risultano sempre difficili e lasciano un senso di esaurimento, significa che si è di fronte a una persona che agisce secondo questo schema mentale. I “vampiri” possono cambiare umore velocemente, lasciando destabilizzato il loro interlocutore; possono avere difficoltà a rispettare i confini e risultare invadenti; possono mantenere controllo e attenzione usando strategie poco pulite, come la manipolazione e la svalutazione.

Avere a che fare frequentemente con un vampiro emotivo non è facile. Il primo segnale è la stanchezza, ma possono essere presenti anche sintomi fisici correlati allo stress, come mal di testa e persino orticarie.

Cosa si può fare quando si è di fronte a un vampiro emotivo? Ecco alcune strategie pratiche:

  1. Metti dei confini

I “vampiri” sono noti per invadere i confini delle altre persone, rubando loro tempo, risorse e privacy. Cosa puoi fare?

  • Limita tempo e disponibilità (“Ora devo andare”, “Ne parliamo un’altra volta”).
  • Evita di spiegarti troppo: i confini non si giustificano.
  • Ripeti con calma se insiste (tecnica del “disco rotto”).

Se ciò significa inventarsi delle scuse per cavarsi d’impaccio… ti perdonerai.

  1. Evita di farti risucchiare

I vampiri energetici non esauriscono solo quando sono presenti. Potresti portarti dietro il peso dei loro problemi e rovinare anche il resto della tua giornata.

  • Non entrare nel loro dramma: cerca di distrarti, di radicarti e di dedicarti ad attività piacevoli.
  • Evita di difenderti o giustificarti, riconoscendo che la tua calma ha più valore della loro petulanza.
  • Mantieni un tono neutro e calmo quando parli con loro (meno reazione = meno nutrimento).

Alimenta il tuo sano amor proprio e ripetiti che non tutti i drammi degli altri ti riguardano.

  1. Proteggiti

Adotta strategie pratiche di compensazione dopo essere stato a contatto con un “vampiro”. Non arrivare al burnout, ma cerca di fermarti prima.

  • Dopo l’interazione fai qualcosa che ti ricarichi, come una camminata o la visione di un bel film.
  • Confrontati con persone che ti fanno stare bene, compensando il rapporto tossico.
  • Se possibile, riduci la frequenza dei contatti.

Ricorda: limitare il potere dei vampiri emotivi non significa diventare rudi e insensibili, ma significa proteggere la propria anima da quelle che sono delle vere e proprie aggressioni, seppur mascherate e a volte giustificate dalla fragilità emotiva del soggetto.



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