La camminata giapponese o “slow jogging” è una pratica salutare meno traumatica rispetto alla corsa ma altrettanto efficace.
I giapponesi hanno una vera e propria passione per l’atto del camminare, che nella loro cultura si esplicita in vari modi tradizionali e non. Esistono infatti diverse tipologie di camminata, tutte salutari. Ma è in particolare l’ultima che vi presenteremo, elaborata nel 2009, che ha benefici sul corpo e sul peso.
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Vediamo prima di tutto le tipologie tradizionali di camminata giapponese:
Questo tipo di attività fisica si riallaccia al concetto di kaizen, “miglioramento continuo”. Nella pratica, si tratta di introdurre la camminata gradualmente finché non diviene parte della vita quotidiana. Con il tempo la forza fisica si incrementa e si radica una salutare abitudine.
Si tratta di una camminata ben più affine alla dimensione meditativa, da svolgere in mezzo alla natura. Lo scopo è connettersi profondamente con il momento presente, in accordo con la filosofia zen.
La zona di Okinawa è una di quelle con maggiore longevità al mondo. Gli abitanti praticano costantemente una camminata lenta in mezzo alla natura.
Questo tipo di camminata, il cui significato è “bagno nella foresta”, consiste in un lento incedere tra gli alberi che ha l’obiettivo di stimolare soprattutto la mente, ridonandole calma e focus.
Questa camminata è parte integrante della pratica zen e segue il momento della cosiddetta “meditazione seduta”. Anche qui il ritmo è lento e consapevole.
Questo metodo alterna momenti di camminata veloce a ritmi più lenti, con l’obiettivo di potenziare il sistema cardiovascolare e migliorare il metabolismo.
La camminata giapponese più famosa, quella sviluppata nel 2009 dai professori Hiroshi Nose e Shizue Masuki, è invece conosciuta come “slow jogging”. Questo metodo validato scientificamente è simile alla camminata Tabata, in quanto alterna fasi di camminata veloce a momenti di camminata lenta che servono al recupero. In questo modo è possibile svolgere attività fisica continua per tempi lunghi e con minore stress per le articolazioni rispetto alla corsa.
Questo allenamento si avvicina molto alla cosiddetta “camminata a intervalli” e consente al cuore di rafforzarsi, migliorando nel contempo il metabolismo e aiutando a perdere peso. Le risultanze scientifiche confermano che può trattarsi di un ottimo metodo per rimanere in forma e può essere praticato da adulti e anziani.
Per quanto allenarsi? Gli esperti suggeriscono di praticare la camminata giapponese per almeno 30 minuti al giorno, 3-4 giorni alla settimana. Come sapere se si sta camminando in modo abbastanza veloce nella fase “strong” dell’esercizio? L’attività in questa fase dovrebbe essere percepita come faticosa e dovrebbe essere difficile mantenere una conversazione. Al contrario, nei momenti lenti, parlare distesamente con qualcuno dovrebbe risultare agevole.
I benefici, oltre che un miglioramento del sistema cardiovascolare, includono la riduzione del livello degli zuccheri nel sangue e una maggiore predisposizione alla longevità, come dimostrato da molti studi a livello globale.