Se sei certo di fallire, probabilmente fallirai; se pensi positivo, potresti riuscire con più facilità nei tuoi intenti. Non è fantapsicologia, ma scienza: si tratta delle profezie autoavveranti.
Le profezie autoavveranti sono definibili come predizioni che si avverano per il solo fatto di essere state, appunto, profetizzate. Sembra incredibile? Niente di fantascientifico, in realtà: questo effetto è dovuto semplicemente a particolari meccanismi presenti nella mente individuale o anche collettiva. Tale concetto è presente, infatti, in sociologia e in economia.
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Immaginiamo che dilaghi la convinzione che una certa azienda sia sull'orlo del crollo. Gli investitori inizieranno a ritirarsi in massa e l'azienda, effettivamente, crollerà come era stato predetto. Un altro esempio finanziario: nella Francia del '700, quando la monarchia tentò di introdurre la cartamoneta, bastò che qualche nobile esprimesse sfiducia al momento sbagliato per generare una psicosi collettiva e un crollo bancario paragonabile quasi a quello, più moderno e più famoso, del 1929.
E in psicologia? Le profezie autoavveranti si dimostrano incredibilmente potenti e pericolose allo stesso tempo. Avete mai fallito, in occasioni personali o lavorative, solo per il fatto che eravate sicuri di non poter vincere? Mi rendo conto di quanto questa domanda sia difficile, perché il meccanismo è in gran parte inconscio o semi-conscio. Eppure la convinzione assoluta di potercela fare porta talvolta a risultati apparentemente incredibili, tanto quanto la sfiducia può far mancare un risultato che poteva essere tranquillamente raggiunto.
Per questo, attenti alle profezie autoavveranti su voi stessi e, se proprio non resistite all'idea di fare previsioni, cercate che siano almeno positive!
Un effetto psicologico simile a quello delle profezie autoavveranti è, in psicologia, l'effetto Pigmalione o effetto Rosenthal. La sostanza è del tutto simile, anche se il campo di applicazione è prevalentemente quello scolastico o lavorativo. L'assunto di base è il seguente: se degli insegnanti ritengono, ad esempio, che un bambino sia meno dotato dei suoi compagni, potrebbero produrre inconsciamente atteggiamenti dannosi al rendimento scolastico di quest'ultimo; se un datore di lavoro prova disistima per il dipendente, questi peggiorerà probabilmente la qualità del suo lavoro.
E in amore? Le profezie autoavveranti potrebbero ostacolarci creando problemi di fiducia. Questo si collega al fatto che, per abitudine e per inerzia, tendiamo a cadere relazione dopo relazione sempre nello stesso ruolo: il traditore, il tradito, il trascinatore e il trascinato, il geloso e l'inaffidabile, il rompiscatole e il santo martire... che questo gioco dei ruoli non sia, in parte, collegato anche ai nostri meccanismi consci e inconsci di predizione? Se iniziamo una relazione con poca fiducia che possa durare, non sarà un po' più facile che effettivamente duri poco?
Tutti pensiamo al futuro ed elaboriamo proiezioni, e non possiamo certo evitare così facilmente quest'abilità psicologica che ha portato, di fatto, allo sviluppo della specie umana a discapito di quelle animali. Alcune religioni e filosofie cercano da sempre di insegnarci a vivere l'attimo senza preoccuparci del domani, ma farlo davvero è un altro paio di maniche.
Eppure un piccolo sforzo per cambiare prospettiva e considerare criticamente le profezie autoavveranti, anche grazie a un pizzico di fiducia in più in noi stessi, potrebbe essere un grande risultato. Sostituire le profezie negative con quelle positive potrebbe produrre risultati inaspettatamente migliori nella vita di tutti i giorni, al lavoro e nelle relazioni.