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Sopravvivere al primo incontro con i "suoceri"
Qui in Italia siamo, generalmente, molto legati alla famiglia d'origine: presentare il partner ai tuoi genitori e a tua volta farti presentare ai "suoceri" è un passaggio importante e a volte imbarazzante. Ecco qualche consiglio in proposito.

In passato la presentazione di un partner alla famiglia era un momento piuttosto solenne: una volta portato il fidanzato o la fidanzata a casa la strada per il matrimonio appariva tacitamente spianata. Oggi non è più così, eppure nel nostro Paese il rito di presentazione del partner alla famiglia è rimasto e continua a rivestire una certa importanza simbolica.

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Già solo l'invito a conoscere i genitori è un momento di svolta all'interno della coppia, un nodo che va spesso a chiarire la serietà del rapporto. Spesso infatti anche i più timidi e schivi accettano di buon grado il fatidico rito, pur di far capire al partner quanto lo amino.

La dottoressa Marilena Cozzolino, psicosessuologa, ha condiviso pubblicamente alcuni consigli utili per vivere al meglio questo fatidico "appuntamento"; consigli che potrebbero essere utili a sciogliere alcune domande tipiche.

  • Qual è il momento giusto? Non ci può essere un tempo prefissato una volta e per sempre. L'unica accortezza è essere certi che la coppia sia abbastanza solida e unita da un certo tempo: questo non certo per fare contenti i genitori ma per evitare dei rischi a voi. Quando ci si conosce poco, potrebbe bastare una parola sbagliata da parte dei familiari per instillare nel partner dubbi anche sulla vostra relazione. 
  • Qual è la situazione migliore per l'incontro? Il classico è una cena in casa, ma la dott.ssa Cozzolino sconsiglia di proseguire questa tradizione consigliando piuttosto un aperitivo o un caffè fuori casa. Il motivo? La cena è un'occasione articolata e con una discreta durata. Sarebbe meglio invece, per un primo incontro, cercare situazioni più snelle dal punto di vista del tempo e della preparazione. Anche un luogo neutrale come il bar può essere d'aiuto. 
  • Se i genitori sono i miei: devo parlare di lui/lei in anticipo, prima che lo/la conoscano? Sì. Se ci sono dei nodi potenzialmente problematici, e sicuramente sapete quali sono, affrontateli prima per non imbattervi in situazioni spiacevoli. Se, per esempio, il partner ha opinioni politiche o religiose contrarie a quelle della famiglia, se ha avuto un precedente matrimonio o una qualsiasi delle classiche cause di freddezza da parte dei genitori, sondate assolutamente il terreno prima. Meglio litigare prima che dopo. 
  • Quali sono gli argomenti tabù? La dottoressa Cozzolino suggerisce una regola: parlate solo di ciò di cui parlereste tranquillamente con degli estranei. Se vi si fanno domande imbarazzanti o eccessivamente intime non siete tenuti a rispondere. 
  • L'aiuto degli amici: se ne avete la possibilità, fate in modo che questo incontro non avvenga tra voi soli. Meglio se sono presenti anche altri parenti più giovani, fratelli, cugini, ancor meglio amici. Questo contribuirà ad allentare l'imbarazzo e a non concentrare troppo l'attenzione sulla coppia. 
  • Non esagerate col galateo: bene formalità e gentilezza, ma non esagerate. Potreste creare imbarazzo. Meglio cercare di comportarsi naturalmente.


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