| |  | ➤ Registrazione richiesta Per votare o inserire commenti è necessario registrarsi a Nirvam Il potere dell'istinto Gli animali sono guidati quasi interamente dall'istinto; l'uomo possiede, invece, delle facoltà di ragionamento che gli dettano la strada da seguire. Ma l'istinto entra ancora in gioco, in modo potente, in determinate circostanze. Ecco tre istinti umani che vale (quasi) sempre la pena ascoltare. Charles Darwin affermava che l'istinto è, per sua natura, indipendente dalla ragione; i meccanismi della sua attivazione sono immediati, primari, e si muovono in noi senza passare per l'intelletto. Gli esseri umani sono abituati ad agire molto più "di testa" che "di istinto" e questa caratteristica ha permesso alla nostra specie di evolvere creando le civiltà che conosciamo. Ma l'istinto esiste ancora e si fa sentire prepotentemente in determinate circostanze. Quali?
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Forse non tutti abbiamo avuto la sfortuna di sperimentarlo (è il caso di dirlo), ma l'istinto più potente in assoluto è quello di sopravvivenza. Quando avvertiamo che la nostra vita è a rischio attiviamo delle contromisure inconsce ed immediate, che ci permettono di far fronte velocemente al pericolo.
Gli istinti che ci sono rimasti, in effetti, sono spesso risposte a situazioni di reale o potenziale emergenza (in senso negativo) o si concretizzano in una attrazione inconscia verso una persona o una situazione determinate (in senso positivo): in entrambi i casi l'obiettivo dell'istinto è metterci al riparo, porci in situazioni confortevoli e sicure.
Ecco ora tre istinti che si attivano spesso anche nella nostra vita così civile e tecnologica; istinti che raramente sbagliano e faremmo bene ad ascoltare:
- Istinto del pericolo: quando siamo di fronte a un potenziale pericolo il nostro corpo agisce prima della mente cosciente. Obiettivo? Portarci in salvo. Avete mai provato la caratteristica morsa nel petto, poco prima di scansarvi per evitare un'automobile che vi passava pericolosamente vicino? Si tratta del vostro istinto che si è attivato per evitare di farvi passare un guaio; la paura è più lenta e arriva soltanto qualche secondo dopo.
- Sentire una persona simpatica o antipatica "a pelle": la sensazione di simpatia o antipatia immediata viene attribuita all'istinto, ma in realtà è originato da un mix tra esso e la memoria personale. Quando ci imbattiamo in una persona o situazione sconosciuta il nostro cervello elabora istantaneamente un pre-giudizio e ci trasmette il suo responso attraverso sensazioni di entusiasmo o di disagio. La parte istintiva del processo è, come al solito, quella che si incarica di mantenere la nostra incolumità. Per questo, anche se tale istinto può pur sempre fare cilecca, è bene riflettere sulle prime impressioni.
- "Sentire" qual è la decisione giusta: la nostra vita si basa su continue decisioni, alcune semplici, altre complesse. Quando parliamo di decisioni importanti, la razionalità ha un ruolo imprescindibile, ma non basta. L'istinto, a volte, cerca dal profondo di noi di guidarci verso l'una o l'altra scelta, perché anche la stasi è pericolosa. Quando siamo di fronte a decisioni importanti, l'istinto potrebbe iniziare parlarci per provare a dirci che cosa davvero vogliamo; e allora va seguito. Potremmo paragonare la mente razionale a una persona adulta e all'istinto a un bambino: il bambino, non compiendo ragionamenti ad alti livelli, potrebbe sempre sbagliare qualche calcolo, eppure è programmato dalla natura per scegliere vie avventurose, divertenti ma sicure, e non certo suicide. Se il nostro cervello bambino ci indica una strada, spesso conviene dargli ragione.
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