Nirvam home page
Area personaleChatRicercaEsci
Mio Profilo|Mia Area Riservata|Mio Partner Ideale|Miei Avvisi|Mio Account
 Messaggi ricevuti 
 Messaggi inviati
 Messaggi cancellati
 Scrivi un messaggio
 Articoli 
 Visite al mio profilo 
 Richieste Chat 
 Mi hanno votato 
 Sono loro amico 
 Ho votato per loro
 I miei amici
 Lista nera
Mia area
 Attendono accesso 
 Ho autorizzato
 Ho negato accesso
Aree altri utenti
 Attendo accesso da...
 Sono autorizzato da... 
 Autorizzazioni negate 
Magazine
Registrazione richiesta
Per votare o inserire commenti è necessario registrarsi a Nirvam
La coppia messa in crisi da un controllo eccessivo
Il bisogno continuo di conferme e rassicurazioni da parte del partner è una forma d'ansia che affatica la relazione: se ne sei vittima, fai così

Stare in coppia e soffrire anche quando, nel complesso, le cose vanno bene. Sembra una beffa, eppure è quel che capita a coloro che si potrebbero definire “gli ipersensibili allo stato d’animo del partner”. Si tratta di persone che non riescono a opporre alcun filtro a quel che sentono provenire dall'altro: se ad esempio è triste, non si mettono tranquilli fino a quando non sanno il perché. E, anche quando il perché non c’è - dato che la tristezza è un’emozione che può andare e venire come puro moto dell’animo - non si danno pace: sono turbati, ansiosi, talora insofferenti. Lo stesso vale per tanti altri stati d’animo, come la rabbia, la contrarietà, l’ansia, la preoccupazione, ma anche il buonumore quando è particolarmente acceso e manifesto: se non c’è una spiegazione “valida” tutto li mette in stato d’allerta, sebbene la spiegazione spesso non basti a ristabilire in loro la piena serenità.

Link sponsorizzato

Il bisogno di controllo assoluto svela un'insicurezza profonda. L’ipersensibile mette in atto una serie di comportamenti che alterano l’atmosfera della relazione e, nel tempo, la logorano. Innanzitutto vuole sapere in continuazione “come sta” il partner. "Tutto okay? Ma sei sicuro di star bene? È tutto a posto?" sono domande a getto continuo, che però, in molti casi, non si accontentano di una risposta lineare, perché l’ipersensibile, che è molto insicuro e soffre di una grande paura di non essere accettato, teme di essere parte in causa nello stato d’animo negativo del partner, e di essere escluso dai motivi di quello molto positivo. E quindi: " Ma sei sicuro che io non c’entri? Non è che ce l’hai con me? Non è che, per caso, c’è qualcun altro che ti interessa?". Per l’ipersensibile il partner dovrebbe essere, idealmente, quasi privo di manifestazioni emotive, ma anche questo sarebbe un problema: " Perché sei apatico? Mi nascondi qualcosa?". E la relazione, sottoposta a continui e inutili chiarimenti, perde spontaneità, imboccando la strada verso il declino.

Quindi, se sommiamo ipersensibilità, controllo ed ansia…la coppia scoppia. Bisogna rendersi conto che l’ipersensibilità è l’espressione di un vero e proprio disturbo d’ansia: l’ipersensibile ha bisogno che il partner sia “tranquillo”, che non manifesti cambiamenti troppo repentini e poco chiari nelle motivazioni, e che questi non durino troppo e ritornino in breve a una rassicurante medietà. La persona che ne soffre, quando si mette in coppia sposta inconsciamente il proprio centro psichico sul partner e quindi delega la propria serenità al fatto che questi non sia turbato, ansioso, depresso, o comunque che non viva stati d’animo difficili da controllare. Così però, e questo è il punto, mette in atto un continuo controllo: attiva cioè uno stato di costante “diagnosi” emotiva del partner.

Soluzione? Ritrovare interesse per se stessi. Per spostare il baricentro su di sé e ridurre questa ipersensibilità è necessario che la persona renda più ricco e interessante il proprio mondo individuale. Di solito, infatti, chi è così attento alle emozioni del partner non ha passioni proprie cui dedicarsi, ha tempo vuoto che non sa come utilizzare e una vita personale poco appagante. Se così non fosse, non avrebbe né tempo né energie da investire in questo controllo continuo del partner. Non stiamo parlando di una persona “vuota”, ma di una che, quando si mette in una relazione che la coinvolge, perde velocemente i propri interessi perché è troppo presa dal dedicarsi a gestire l’ansia proiettata sul partner. È quindi necessario riequilibrare la situazione, riportando eventi ed emozioni al centro del proprio quotidiano. Non si può passare la vita a "tener buona" l’anima di un altro: ci si deve occupare della propria. Anche perché il partner, in breve, si stufa di dover rendere conto di ciò che prova e di sentirsi responsabile di come sta l’altro.



 Commenti (2)
Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.
  1. swetman71, Bracciano (Lazio)
    con cosi tante distrazioni, è facile perdersi...
  2. melania3741, Reggio Emilia (Emilia Romagna)
    Io sono innamorato di mio marito ... ma penso spesso ad un altro uomo e vado in crisi... perché non ci vorrei pensare più come faccio


Consigli utili Condizioni d'uso Privacy policy Cookie policy Contattaci