La differenza di età può essere un ostacolo al rapporto o ciò che lo rende unico; il segreto è vivere ogni momento lasciando sullo sfondo progetti e modelli
“20 anni di differenza sono ancora un problema?”. Questa domanda apre la
mail che Stella ci ha inviato per raccontare la sua storia: “Ho 44 anni e
sono separata. Dopo tante delusioni vissute con uomini della mia età, ho
conosciuto un ragazzo di 24 anni. Siamo stati per entrambi la persona
giusta al momento giusto: lui quello che, un po' inesperto, non è voluto
andare subito al sodo, come fanno i miei coetanei; io quella che ha saputo
prenderlo con la delicatezza e la sensibilità necessarie a fargli acquisire
la giusta sicurezza. La nostra è anche una storia a distanza, fatta di
aerei presi (da lui) due volte al mese per poterci vedere
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...Purtroppo da un po' le cose non funzionano come prima: i suoi schemi
mentali lo spingono a fissare continuamente obiettivi, a fare progetti per
il suo futuro professionale e di vita e questo impatta sulla nostra
relazione. Ha spesso sbalzi di umore e dubbi sui suoi veri sentimenti,
nonostante l’ottima intesa sessuale e il bene che dice di volermi. Io vivo
cercando di lasciarmi trascinare spontaneamente dalle correnti della vita,
lui vuole pianificarla. Anch’io all’inizio nutrivo dei dubbi, ma poi mi
sono lasciata andare. Anche lui dovrebbe essere capace di farlo, di
scegliermi veramente fino in fondo, altrimenti non riusciremo mai a vivere
questa storia in modo completo. Pretendo troppo? Sarebbe meglio troncare e
non pensarci più?”
La differenza d’età non è il vero problema
La cosa che colpisce della mail di Stella è la presenza-assenza del tema
della differenza d’età. Presenza perché dalla domanda di apertura della
mail questo fatto sembrerebbe essere "il problema"; assenza perché di fatto
non lo è. In realtà Stella si lamenta di non sentirsi scelta fino in fondo
e questo prescinde dalla questione anagrafica. Se di età si deve parlare è
solo per meglio inquadrare alcuni comportamenti del ragazzo: a 24 anni è
normale nutrire tante aspettative dalla vita, essere proiettati con slancio
verso il futuro e anche avere un umore più ballerino rispetto a quello di
una donna di 44. Stella ci parla dei dubbi del compagno, ma non vede le sue proiezioni, le sue speranze: dice di farsi portare dagli eventi, ma poi
vorrebbe vivere questa storia in un modo più completo. E quale potrebbe
essere questo modo "completo"? Suona tanto: in modo più normale…
Si può perdere la leggerezza a guardare troppo al futuro
Stella ha ragione quando dice che entrambi sono stati la persona giusta al momento giusto. Dopo una separazione
e diverse delusioni amorose la relazione con un ragazzo così giovane le ha
probabilmente permesso di vivere un nuovo legame con più leggerezza. Quella
leggerezza necessaria a dimenticare il passato e a riaprirsi al suo lato femminile, passionale ed erotico che
aveva messo da parte per paura di soffrire. Ma questa leggerezza sembra
essere svanita: Stella rimprovera al ragazzo l’eccessiva attenzione al
proprio futuro e non si sente scelta fino in fondo. Ma è la particolarità
stessa di questa storia, dove la distanza non è solo anagrafica ma anche
geografica, la prova che questa scelta lui l’abbia già fatta, per quanto in
amore ogni scelta sia inevitabilmente precaria…
Vivi adesso !
Forse sta pensando molto al domani: quando alla fine si domanda se sarebbe
meglio troncare subito, si sta chiedendo se non sarebbe meglio farlo prima
che lo faccia lui, per non soffrire troppo. Stella dice che lui vuole
pianificare la vita, ma riflettere se lasciare una persona per le
motivazioni che lei adduce, non è pianificare? Una relazione di questo
genere, nella maggioranza dei casi, può vivere solo fuori da ogni progetto,
per il tempo che può durare. Che cosa dovrebbe fare, a questo punto? Ritrovare in se stessa quell'elemento che aveva permesso a
questa storia di nascere: la leggerezza, perché
la magia di questa relazione sta proprio
nella sua unicità, nell'essere inconsueta, imprevedibile.
Non riconoscerlo e cercare, pur inconsciamente di trasformarla nella
relazione "giusta", la rende banale e alla lunga la spegne. Un simile amore
vivrà per il tempo che potrà; ogni altra considerazione non farà che
alimentare incomprensioni e sofferenze.