Dalle più alle meno intuitive, ecco sei cose che non andrebbero divulgate online.
I social ci hanno abituati a condividere tantissimo della nostra vita. Prima che nascessero, le persone tendevano a essere riservate con gli sconosciuti, mentre oggi è naturale rendere pubblici anche momenti intimi, pensieri profondi, traguardi, gioie e difficoltà.
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Ci sono però alcune cose che non andrebbero divulgate. O, per non essere drastici, andrebbero comunicate con parsimonia e consapevolezza. Diverse persone, creator ma non solo, non hanno problemi ad accettare le conseguenze dell’esposizione totale, ma bisogna esserne consci. Ecco quindi le 6 cose a cui fare attenzione.
- I problemi importanti
Quando siamo alle prese con un evento negativo impattante spesso vogliamo scriverlo sui social per sfogarci e ricevere conforto. Potremmo voler raccontare problemi economici, malattie, crisi in famiglia o con il partner. Molti commenteranno con parole di sostegno, ma ci potrebbe essere qualcuno che invece leggerà e approfitterà dell’informazione. Potrebbero nascere pettegolezzi oppure potrebbe esserci qualcuno pronto a cavalcare la nostra vulnerabilità.
- Le doti
Vantarsi delle proprie capacità o conoscenze è un atteggiamento diffusissimo sui social, ma in alcuni casi è meglio evitare o ridimensionare. Infatti a volte chi si vanta non è cosciente di stare dando un’immagine di sé che potrebbe non corrispondere alle sue reali intenzioni. Non sempre chi pubblica post autoelogiativi è un narciso, può essere semplicemente una persona che ha imparato un modo non proprio efficace di comunicare coi social. Il problema non è tanto attirare invidie (anche se succede spessissimo) ma creare un’immagine pubblica percepita come falsa ed eccessiva.
- I gesti di aiuto
Raccontare di aver salvato un gattino va bene (può essere un gesto di denuncia contro l’abbandono, per esempio) ma in generale è di cattivo gusto sbandierare con orgoglio i gesti gentili compiuti. Chi si vanta di aver aiutato la classica persona anziana in difficoltà cerca un riconoscimento e non dà una buona immagine di sé. Gesù disse: “Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”. Non serve dare una lettura cristiana per forza, vale come buon consiglio.
- I dettagli intimi delle relazioni o troppi riferimenti alla relazione
Secondo gli psicologi, le coppie che condividono troppe dichiarazioni d’amore o troppi baci online non sono le più felici. Qui si tratta di misura, perché in generale non c’è niente di male. Il problema arriva solo quando un rapporto inizia a diventare più pubblico che privato. Anche i dettagli delicati su argomenti intensi come una crisi di coppia potrebbero innescare un effetto boomerang.
- Giudizi sugli altri
Le critiche costruttive sugli agiti delle persone sono legittime: per fortuna viviamo in un Paese dove vige la libertà d’espressione! Ma accanirsi sugli altri con parole offensive, fossero anche personaggi pubblici, è sbagliato. È una cosa che ci squalifica e contribuisce a generare quel clima di odio online che tanto ci rattrista quando guardiamo le cose da fuori. Bisogna poi stare attenti perché la diffamazione può configurare anche un reato punibile.
- Dati “pericolosi”
Non dovremmo mai scrivere pubblicamente il nostro indirizzo di casa e nemmeno il nostro numero di telefono. Davvero, non si sa mai. Esistono casi di stalking che possono iniziare all’improvviso, anche senza avvisaglie precedenti. Magari da parte di quell’amico di Facebook sconosciuto, aggiunto per caso e con cui non si è mai avuto un particolare rapporto. Non vanno mai condivisi il codice fiscale, l’indirizzo IP, il numero di targa e bisogna anche stare attenti con i cosiddetti “dati sensibili”.