Facilmente cadiamo preda dello sconforto e nella disistima: eppure, cambiare rotta è più facile di quanto si pensa…Se si pensa che sia necessario correggersi, si è fuori strada.
Quando non riusciamo a ottenere qualcosa, la nostra mente cosciente
reagisce sempre in due modi: o dando la colpa al mondo esterno, o
addossandola a noi stessi. Si tratta di un automatismo universale: la
coscienza razionale “vive” in un mondo di spiegazioni causali, nel quale se
mi capita una cosa, ci deve essere una causa, una spiegazione, un perché.
Quindi se non riesco a conquistare una donna e a vivere una relazione, o il
problema sono io, o le donne contemporanee sono tutte colpevolmente
indisponibili. Poiché è difficile sostenere quest’ultima tesi, rimane in
piedi la prima possibilità: sono io che sono sbagliato, non vado
bene, sarà un problema di autotomia o di aspetto estetico insoddisfacente.
Se ragioniamo in usato modo, la soluzione è quella di migliorarsi, lavorare
su se stessi per diventare più sicuro, amarsi di più e così via. Non
funziona mai: fino a che sostiamo sulla superficie delle cose (la mente
cosciente è superficie), non risolveremo alcun problema. L’ossessione di conquistare conduce al fallimento.
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Quel che sfugge è il senso profondo di quello che ci capita e questo senso
lo possiamo trovare solo nel profondo di noi stessi, nella mente profonda,
il regno dell’inconscio. In questo “luogo” non ci sono spiegazioni, nessi
di causa, miglioramenti da apportare. Ma come si manifesta questa mente inconscia? Ad esempio
nei sogni, ma anche attraverso tutte quelle sensazioni psicosomatiche che
abitualmente chiamiamo emozioni: gioia, rabbia, disgusto, attrazione, paura
e così’ via. Quel che si dovrebbe fare è prendere atto: non riesco a
conquistare una donna e non posso farci nulla. Cedo, mi arrendo a questo
fatto, non lo giudico, non lo commento, lo contemplo. In questo modo, ci si
renderebbe velocemente conto del fatto che qualcosa dentro di sè sta boicottando i tentativi di
conquista. Perché accade un fatto tanto singolare? Perché si è talvolta
ossessionati dal tema “conquistare una donna”, e quindi non ci si accorge
che non si vuole Maria, Giada o Francesca, ma “una donna purchessia”.
Quindi occupati di te, il resto verrà da solo perché La nostra anima detesta questo modo di fare, detesta che
si viva il rapporto con se stessi secondo una logica per la quale se
conquisto sono un uomo di successo, se non conquisto sono un fallito.
Questo porta a percorrere strade sbagliate e ad insistere con donne che
evidentemente non vogliono una relazione con noi. Prendere atto, percepire,
non giudicare ma soffermarsi sulle sensazioni profonde: questa è la sola
strada da percorrere per uscire dalla gabbia che noi stessi ci creiamo
In secondo luogo, una buona domanda da farsi è: che cosa mi caratterizza?
Cosa mi piace davvero nella vita? Quali sono i miei interessi? Il consiglio
è molto semplice: occuparsi di se stessi e non solo del fatto che non si
riesce a conquistare una donna. Quest’ultimo problema si risolverà
spontaneamente non appena si smetterà di pensare unicamente a questo
problema e ci si dedicherà a coltivare la propria natura più autentica. Non
susciteremo mai l’interesse di qualcuno solo perché lo desideriamo; lo
susciteremo quando la nostra esistenza sarà armonica con la nostra natura e
quello che abbiamo da esprimere. Allora, chi ci è affine facilmente farà la
sua comparsa: vale per tutti e per tutte.