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Nutrire dubbi sulla propria relazione affettiva
A volte, nonostante l’amore, i dubbi iniziano a farsi strada nella coppia: perché nascono? Sono sempre “veritieri” o possono nascondere qualcosa di più personale?

Nutrire dei dubbi più o meno profondi sulla relazione che si sta vivendo è possibile, qualsiasi sia lo stadio cui la coppia è giunta (gli inizi, la convivenza, il matrimonio), senza che questo debba mettere necessariamente in dubbio il sentimento che ti lega al partner. Non è vero, in sostanza, che chi nutre dei dubbi non ama: porsi delle domande sulla coppia e sui suoi destini è cosa ben diversa dal negare il proprio sentimento d’amore. 

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Quando e perché arrivano i dubbi? Solitamente ci si inizia a mettere in discussione quando si avverte uno scollamento tra ciò che si vive e i sentimenti che si provano: per fare un esempio, questo sentimento equivale a sentirsi tristi durante una festa, annoiati durante un’avventura di sport estremo, eccetera. Nella coppia, quando in apparenza tutto sembra andare bene e invece uno dei partner inizia ad avvertire una sorta di sotterranea inquietudine, accompagnata da dubbi di ogni genere, si verifica lo scollamento di cui abbiamo parlato. 

I motivi per cui i dubbi possono sorgere sono tanti e non sono sempre direttamente collegati alla vita di coppia: se per esempio si sta attraversando un periodo di depressione o forte stress, queste potrebbero essere le cause del malessere avvertito e non avere nulla a che fare con l’azione diretta o indiretta del partner. A volte, invece, come causa dei dubbi ritroviamo gli ideali personali, lo stile di vita cui si aspira o le paure provenienti dal passato. 

Facciamo alcuni esempi dei dubbi più tipici: 

  • Il partner non rientra nel proprio ideale romantico, di status o di bellezza. 

È piuttosto comune che le persone nutrano dubbi sulla propria relazione sulla base non dell’esperienza reale e positiva che stanno vivendo, ma sulla scorta di valori ideali spesso ereditati dalla propria famiglia e dal proprio contesto sociale. In questo caso, occorre chiedersi quale sia il proprio rapporto con il “giudizio” e quanto valore si attribuisce ad alcuni standard spesso accettati passivamente. 

  • I dubbi sono una “falsa traccia” e in realtà si ha paura di vivere una relazione seria. 

Molte persone, per via di esperienze negative vissute nel passato o per una personale delicatezza, coltivano un inconfessato timore delle relazioni “serie”: le ricercano ma, non appena il rapporto si approfondisce, danno adito a falsi dubbi che li portano, molto spesso, a chiudere le relazioni solo per paura. È piuttosto facile accorgersi se questa è la motivazione dominante dei propri dubbi: solitamente chi lascia per paura ha ripetuto questo schema molte volte in passato. 

  • Ci si sta chiedendo se perdonare o scappare. 

Il partner è stato traditore o ha ferito profondamente i tuoi sentimenti (anche senza rendersene del tutto conto): che fare in questi casi? Lasciar correre e andare avanti con la relazione oppure mettere fine a un rapporto che per, fondati motivi, è divenuto inaccettabile? Questo è l’esempio di “dubbio legittimo” più comune e in questo caso è necessario analizzare approfonditamente i pro e i contro del restare o del lasciare, anche in base alla gravità e alla consapevolezza dell’offesa subita. 

Che i dubbi siano reali oppure pretestuosi, che ci raccontino di un difetto del partner o siano invece la voce di una nostra antica paura, ciò che è importante è accoglierli e ascoltarli sempre, senza giudizio: nutrire dubbi, analizzarli e prendere decisioni in un senso o nell’altro è la misura della nostra libertà. E cos’è l’amore se non decidere, in piena libertà, di restare “nonostante tutto” insieme? O di lasciarsi senza odio, una volta constatata la frattura?



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