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Le origini dell’albero di Natale
Fra le tradizioni natalizie più diffuse al mondo, c’è quella di adornare l’albero di Natale. Addobbato con palline, luci, festoni e ghirlande, viene solitamente preparato in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre. Ma da dove arriva l’usanza di addobbare l’abete per il Natale?

Le origini dell’albero di Natale pare affondino nella cultura celtica; poiché l’abete è una pianta sempreverde, i Druidi - i sacerdoti celti - fecero di quest'albero un simbolo di vita e lo onoravano in varie cerimonie. Con l’avvicinarsi dell’inverno, gli abeti venivano dunque tagliati e addobbati con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi, per propiziarsi il favore degli spiriti.

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Oltre ai Celti, anche i Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa sembra seguissero il culto dell’abete rosso, albero in grado di esprimere poteri magici: la pianta veniva tagliata, portata a casa e decorata con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato loro.

I Romani, alle calende di gennaio (il primo giorno di quel mese), usavano regalarsi un rametto di una pianta sempreverde come augurio di buona fortuna.

Con la nascita del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane. I primi cristiani ne fecero il simbolo di Cristo o, secondo altre interpretazioni, dell’albero della vita citato dalla Bibbia. Quell’albero che, secondo alcune tradizioni religiose, Jahvè pose nel Giardino dell’Eden assieme a quello della conoscenza del Bene e del Male.

Nell’esegesi (interpretazione dei testi) ebraica è insegnato che, in origine, i due alberi erano uniti. In seguito, Adamo ne separò le radici. Prima del “peccato originale”, Adamo carpiva di continuo i segreti e la modalità della sapienza divina. Non a caso la cacciata dall’Eden avvenne perché venne mangiato il frutto dell’albero.

Sia quel che sia, conta l’immagine di fondo: l’albero è da sempre legato alla dimensione della divinità, sia nel bene, che nel male.

Il classico albero di Natale è, per definizione, l’abete. Perché?

Tra le diverse leggende e interpretazioni religiose, una è piuttosto suggestiva. L’abete, infatti, sarebbe stato scelto dai cristiani per la sua forma triangolare; avrebbe simboleggiato la Trinità divina, ossia il Dio unico ma comune a tre “persone” distinte e della stessa sostanza. In un’immagine semplice e comune, ecco il simbolo della fede. Questa è una delle possibili letture anche se – com’è chiaro – non è l’unica.

Ma quando e dove nasce questa tradizione? Per alcuni, l’albero di Natale è nato a Tallinn, in Estonia, nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. L’usanza fu poi ripresa in Germania, dove nel 1570 si racconta di un albero decorato a Brema con mele, noci, datteri e fiori di carte. Fra le città che si dichiarano sedi del primo albero di Natale, c’è anche Riga, in Lettonia, dove si trova una targa scritta in otto lingue per commemorare l’evento del 1510.

In epoca moderna, il primo albero di Natale come lo conosciamo ai giorni nostri avrebbe una data di nascita piuttosto precisa, e un luogo.

Era il 1611 quando la duchessa di Brieg – Germania – aveva adornato il suo castello per festeggiare il Natale. Una delle sale aveva un angolo vuoto e ordinò che un abete del giardino del castello venisse sradicato, trapiantato in un vaso e piazzato in bella mostra nella sala.

In tempi più recenti, la duchessa di Orleans addobbò per la prima volta il suo albero nel Natale del 1840. Fu un po’ una prima volta per il mondo cattolico, che guardava con diffidenza questa pratica adottata dai seguaci della Riforma luterana.

In questo contesto furono i Prussiani (nell’attuale Germania del Nord) a diffondere la consuetudine all’interno dei Paesi cattolici. Una tradizione che dunque prese piede ovunque, sino ad arrivare ai giorni nostri, diventando un’icona delle festività natalizie. Ad ogni modo, nei secoli e fino ai giorni nostri, l’albero non ha mai perso questo aspetto di simbolo legato alla vita che si rigenera, alla divinità e al buon auspicio per il domani.

Un’ultima curiosità. Perché si mettono le lucine elettriche? Lo statunitense Edward H. Johnson, socio del famoso inventore Thomas Edison Johnson utilizzò per la prima volta delle luci elettriche per addobbare l’albero della propria abitazione nel 1885. Appena dieci anni dopo, nel 1895, anche la Casa Bianca si dotò del proprio albero natalizio con luci elettriche.



 Commenti (1)
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  1. silviasuperneky, Caprarola (Lazio)
    Già la tradizione rimane se una persona cresciuta con le tradizioni! Molti/e lo sanno ma altri/e no!!! No tutti usano le tradizioni vecchie!! Dipende come sono stati cresciuti/e.. bello quando un genitore insegna le tradizioni di ogni ricorrenza. Io purtroppo ho imparato da sola non ho avuto la fortuna di avere genitori credenti! Da sola ho imparato certe cose. E tradizioni poi con informazioni! Chiedendo, cercando.. ma bello se un tuo amico, genitore, amica, ecc te le tendono tradizioni e te le insegnano così le porti avanti !! Tuoi futuri nipoti, figli, ecc! Le piccole cose sono le migliori!!!


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