I problemi emotivi legati a una relazione sbagliata rendono vulnerabili a diverse condizioni mediche che possono indebolirci.
Negli ultimi anni il termine “relazione tossica” è entrato nel linguaggio comune. Lo si usa per descrivere rapporti caratterizzati da conflitti continui, manipolazione, svalutazione, controllo o forte stress emotivo. Il disagio psicologico legato a questo tipo di rapporti è chiarissimo, ma esiste una domanda che incuriosisce molti ricercatori: le relazioni particolarmente stressanti possono influenzare anche la salute fisica?
La risposta breve è sì, le relazioni cronicamente conflittuali sembrano avere effetti concreti sul benessere dell'organismo.
Da diversi decenni la ricerca studia il legame tra qualità delle relazioni e salute. Una delle ricerche più citate in questo ambito è la meta-analisi pubblicata nel 2010 dalla psicologa Julianne Holt-Lunstad e dai suoi collaboratori. Analizzando i dati di centinaia di migliaia di persone, gli autori hanno osservato che la qualità positiva delle relazioni sociali è associata a una migliore probabilità di sopravvivenza nel tempo. Perciò chi dispone di relazioni sociali solide (non solo sentimentali) tende mediamente a vivere più a lungo rispetto a chi è fortemente isolato o privo di supporto.
Ma perché le relazioni migliori o peggiori potrebbero avere effetti sulla longevità? Tra le spiegazioni possibili c’è quella legata allo stress. Si è scoperto che quando una persona vive in un ambiente relazionale minaccioso o imprevedibile il sistema di risposta allo stress può rimanere attivato più a lungo del necessario. Questo non accade soltanto nelle situazioni estreme: anche conflitti continui, critiche costanti o tensioni croniche possono contribuire a mantenere elevati i livelli di stress percepito.
Nel breve periodo il corpo è perfettamente attrezzato per gestire queste situazioni ma nel lungo periodo una condizione di attivazione persistente può influenzare sonno, pressione arteriosa, sistema immunitario e comportamenti legati alla salute. Non è raro, ad esempio, che chi vive relazioni molto stressanti dorma peggio, svolga meno attività fisica o sviluppi abitudini poco salutari come risposta alla tensione emotiva.
La vita di ciascuno è piena di sfide da affrontare, sfide oggettive legate al mondo esterno. Le relazioni influenzano anche questo. Avere accanto persone affidabili tende a migliorare la capacità di recupero dopo eventi esterni stressanti; al contrario, sentirsi costantemente giudicati, svalutati o non compresi può rendere più difficile gestire problemi che, in altre condizioni, sarebbero affrontabili.
La conclusione degli scienziati è che vivere in un ambiente tossico non accorcia la vita di per sé, ma stimola risposte psicofisiche che possono farlo. Chi dorme male per anni, per esempio, può andare incontro a dei rischi fisici non trascurabili. Se poi le difficoltà relazionali portano a scegliere strategie di autocura sbagliate, come bere o mangiare troppo, possono andarsi a creare veri disturbi con conseguenze reali. Anche le malattie più o meno banali si presentano maggiormente in chi ha stress relazionale, perché il sistema immunitario è indebolito.
La qualità delle relazioni, oggi è sempre più chiaro, rappresenta un fattore di salute a tutti gli effetti. Non è così strano: i rapporti umani occupano una parte enorme della nostra vita e sarebbe quasi paradossale se non lasciassero tracce anche sul corpo, oltre che sulla mente. Proteggerci a livello psicologico significa prenderci cura di noi anche a livello fisico.