Iniquità percepita, ovvero: sentirsi sbagliati solo perché gli altri potrebbero pensarlo. Ecco un tema che, prima o poi, tutte le coppie un po' particolari si troveranno ad affrontare con se stesse.
I ricercatori dell’Università di San Diego Brian Collisson e Luciana Ponce de León, nel corso di un recente intervento, hanno richiamato l'attenzione su un fenomeno che coinvolge in particolar modo le coppie con una grande differenza di età, ma che allargheremmo a tutte le coppie "particolari", che presentano cioè differenze importanti di status sociale o altre caratteristiche di natura "stravagante": si tratta dell'iniquità percepita.
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Cos'è l'iniquità percepita? È una auto-costruzione mentale che risponde ad altrettanti pregiudizi sociali. In pratica, poiché la società pensa: "non può essere amore; ci sarà qualcosa sotto", allora anche gli amanti coinvolti finiscono per chiedersi la stessa cosa.
Se vi fidanzate con una persona molto ricca, ecco che diranno che mirate al suo patrimonio; se siete donne mature e uscite con un ragazzo più giovane, sarete persone che non accettano la propria età e cercano di sentirsi ancora delle ragazzine; ecc.
Il bello è che, appunto, questa iniquità percepita passa da un possibile pregiudizio eterodeterminato alla vostra stessa opinione, fino a farvi dubitare della sincerità del vostro amore inducendovi a credere che non esista.
Non neghiamo qui che in alcuni casi vi siano interessi nascosti o reali mancanze psicologiche: il punto è riflettere su quanto poco tendiamo a fidarci dei nostri stessi sentimenti e quanto spesso sminuiamo l'amore che proviamo. Fino talvolta a non tentare neppure la strada della relazione.
La coppia "stravagante", insomma, che sia formata da persone di generazioni diverse, di nazionalità o religione differenti o da estrazioni sociali lontane tra loro dovranno necessariamente fortificarsi contro questi pericoli: per fortuna, se sapranno farlo, la coppia ne beneficierà anche in termini di affiatamento e stabilità.
La narrazione che si fa intorno all'amore, nella nostra società, confonde sempre di più quest'ultimo con l'interesse. Molte vignette satiriche legate al matrimonio insistono su di esso come se fosse un modo "per non morire da soli" e non amore; e così, tanti messaggi pubblicitari e tanti luoghi comuni secondo i quali amore e possesso coincidono.
Dovremmo fare qualche sforzo in più per liberare l'idea di amore da tutte queste gabbie e ritrovare la sua sostanza, visto che amore e denaro, amore e status, amore e riempitivo di un vuoto psichico non sono affatto sinonimi: più vengono narrati, e fatti passare per tali, meno la nostra libertà di scelta conta.
Se l'amore è amore...