In psicologia si indicano con questo termine coloro i quali si limitano a flirtare online senza mai voler arrivare ad un appuntamento reale.
I portali di incontri nascono come occasioni per creare nuovi rapporti reali: amicizie e amori. Esiste però una quota di persone che non cerca nulla di tutto questo, se non superficialmente: sono coloro che presentano la “sindrome della cenerentola digitale”, una definizione ironica coniata da alcuni psicologi ispirandosi alla favola di Cenerentola, la quale era costretta a lasciare il ballo a mezzanotte, proprio sul più bello. Il termine definisce chi cerca approcci i quali, invece di concretizzarsi in un rapporto reale, sfociano nel fenomeno del “ghosting”, con l’interlocutore che sparisce senza dare spiegazioni e ricomincia a flirtare da un'altra parte, con una nuova persona che naturalmente pianterà in asso appena essa rischierà di innamorarsi.
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Non si tratta di un comportamento da bollare del tutto, anzi, si tratta di un atteggiamento nei confronti dei portali di incontri che può trovare giustificazione anche solo nel semplice piacere di chattare. Il problema, semmai, nasce quando dall'altra parte una persona vorrebbe innamorarsi e si trova a essere, anche involontariamente, ingannata.
I siti di incontri offrono, è vero, molte occasioni per conoscere persone nuove con cui intessere piacevoli discorsi. Ma la cosa di cui tenere conto è che il fine dichiarato dovrebbe sempre essere l'incontro reale!
Ora gli psicologi hanno provato ad analizzare il fenomeno e a profilare, a loro volta, chi adotta questo comportamento:
- L’incontro virtuale consente di rapportarsi senza metterci la faccia e questo anonimato fa sentire la persona libera di decoinvolgersi una volta che l’interesse viene meno o l’altra parte inizia ad avere aspettative non corrisposte; molto spesso il "cenerentolo" è una personalità insicura e poco abile nei rapporti sociali reali.
- Il "cenerentolo", essendo fondamentalmente un timidone, molto spesso dà un’immagine diversa di sé stesso, si cala in un personaggio costruito ad hoc, può giocare ad essere chi non è, attribuendosi fascino e qualità che ingenerano nell’interlocutore grandi aspettative
- Spesso tende a fare promesse e a ventilare futuri sviluppi del rapporto per poi squagliarsela nel momento in cui emergono contatti più interessanti o la controparte si mostra interessata ad approfondire la conoscenza: forza, "cenerentole digitali"! Abbiate coraggio di proseguire e di fare incontri reali!
Corteggiare ed essere corteggiati online può rafforzare l’autostima e nello stesso tempo protegge dalle incognite che ogni relazione umana può portare con sé, consente di scambiare confidenze, pensieri, idee, senza l'immediato timore del giudizio. La seduzione virtuale galvanizza, fa sentire importanti e padroni della situazione: peccato che, se a questo piacere si unisce la paura delle relazioni reali e profonde, tutto si risolva in una bolla di sapone quando la fantasia minaccia di trasformarsi in realtà.
Di fondo è un atteggiamento immaturo quello di chi riduce i rapporti personali a strumento di divertimento e disimpegno, senza pensare che potrebbero esserci delle “vittime” che si lasciano trascinare in buona fede nel vortice dei sentimenti che vogliono essere solo momentaneamente virtuali, reclamando in conclusione concretezza e autenticità.
Anche se le "cenerentole digitali" sono convinte che l'amore online sia meno rischioso e pensano di non fare male a nessuno con il loro saltare di palo in frasca, forse dovrebbero capire che c'è pur sempre in gioco il cuore. Essere onesti nell'esprimere i propri desideri ripaga sempre. Un portale di incontri può essere pure utilizzato solo per fare quattro chiacchiere, l'importante è non illudere gli altri sulle nostre reali intenzioni.