Scopriamo cosa dice la scienza sul dilemma tra compatibilità e impegno per prevedere se la coppia sarà felice.
L’amore perfetto significa aver trovato l’anima gemella o averla “creata” con un lungo percorso e tanto impegno? Le opinioni in proposito sono tante e spesso sfumate. Cerchiamo di capirci un po’ di più.
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La ricerca sulle relazioni sentimentali ha individuato diversi fattori associati alla qualità di una coppia. Tra questi ci sono la soddisfazione, il senso di impegno verso il partner, la qualità dei conflitti e soprattutto la sensazione di essere ascoltati, compresi e considerati dalla persona con cui si sta.
In uno studio longitudinale condotto su più di 2.000 adulti sposati negli Stati Uniti, la percezione di avere un partner responsivo era associata a un maggiore benessere psicologico anche a distanza di dieci anni. È un dato interessante perché sposta l'attenzione da una domanda molto comune, “Quanto ci amiamo?”, a una più concreta: “Come ci trattiamo quando siamo insieme?”.
In amore, certo, l'impegno non può fare tutto. Non è raro che una coppia vada a rotoli per divergenze incolmabili anche se lo sforzo (almeno da parte di uno dei partner) c’è stato fino in fondo. Bastano idee diverse sul futuro e desideri inconciliabili per far sì che l’impegno non basti più. Lo stesso si può dire di coppie squilibrate per via dello stato mentale di uno dei due, che non è sempre questione di volontà ma può creare un ambiente ingestibile.
Ma per tornare al nostro tema, se è vero che l’impegno conta, pare che invece la questione “anima gemella” sia indimostrata. L'idea di una persona perfettamente compatibile inviata dal destino può essere affascinante perché offre una spiegazione molto semplice dell'incontro amoroso. La psicologia delle relazioni non ha però individuato una categoria di persone che siano naturalmente destinate a stare insieme.
Gli studi possono identificare caratteristiche associate a una maggiore soddisfazione o a un maggiore impegno, ma non permettono di stabilire che una determinata persona sia “quella giusta” in senso assoluto. In una grande analisi di 43 studi longitudinali condotti da 29 laboratori, per esempio, si è visto che la qualità delle relazioni dipende da tante variabili, non tutte legate a sforzi e compromessi, ma anche a caratteristiche personali. Ma gli stessi ricercatori sottolineavano che quei fattori non permettevano di prevedere chi avrebbe visto aumentare o diminuire la qualità della propria relazione nel tempo.
Ci sono aspetti della relazione che non scegliamo completamente: l'attrazione iniziale, il carattere, la storia personale, le circostanze in cui ci si incontra. Altri, invece, dipendono maggiormente da quello che le due persone fanno una volta che la relazione esiste. Nell’esperienza di tutti i giorni vediamo che siamo attratti da persone simili a noi e formiamo coppie con loro, non con caratteri completamente opposti o con passioni diversissime; il punto a cui arrivano gli studi, però, è che stare con una persona “compatibilissima” non garantisce una relazione felice e duratura, mentre sembra che sia meglio stare con una persona che si impegna nei nostri confronti.
A nostro avviso, avere entrambe le cose è l’ideale e l’impegno non ha senso in mancanza di una “scintilla”, pur restando importante.