Nirvam home page
Area personaleChatRicercaEsci
Mio Profilo|Mia Area Riservata|Mio Partner Ideale|Miei Avvisi|Mio Account
 Messaggi ricevuti 
 Messaggi inviati
 Messaggi cancellati
 Scrivi un messaggio
 Articoli 
 Visite al mio profilo 
 Richieste Chat 
 Mi hanno votato 
 Sono loro amico 
 Ho votato per loro
 I miei amici
 Lista nera
Mia area
 Attendono accesso 
 Ho autorizzato
 Ho negato accesso
Aree altri utenti
 Attendo accesso da...
 Sono autorizzato da... 
 Autorizzazioni negate 
Magazine
Registrazione richiesta
Per votare o inserire commenti è necessario registrarsi a Nirvam
Le relazioni romantiche delle suore del Cinquecento e cosa ci insegnano sull’amore
Le ricercatrici Ana Garriga e Carmen Urbita hanno scoperto molte storie di amicizia e amore vissute da monache di cinque secoli fa. Che cosa ci comunicano queste esperienze?

Le suore del Cinquecento possono insegnarci qualcosa sull’amore? A quanto pare sì. L’amore romantico? Esatto, quello. A meno di non essere molto ingenui, è impossibile credere che le persone consacrate a Dio ne siano esenti. Infatti le testimonianze di religiosi coinvolti in vicende amorose non ufficiali sono tantissime, soprattutto nel Medioevo. Si tratta di una storia quasi tutta al maschile, perché sulle  donne circolano meno informazioni, e dopo un Medioevo molto poco puritano è arrivata una stretta decisa, tanto che negli ultimi secoli parlare delle relazioni amorose dei religiosi è tabù.

Link sponsorizzato

Un bel libro di Ana Garriga e Carmen Urbita, intitolato La saggezza del convento, fa luce su molti dettagli della vita delle monache del Cinquecento, amore incluso. Le autrici, ricercatrici della Brown University, hanno ricostruito tante storie dimenticate a partire dalle carte conservate nei conventi.

Molti degli insegnamenti che le suore possono darci, purtroppo, sono in negativo: non dobbiamo fare come loro. Esse hanno vissuto storie di amicizia e di amore (lesbico) intense e drammatiche. Ecco qualche esempio, con relativa “morale”.

  • Legame esclusivo = legame tossico

Qui si parla di amore, ma anche di amicizia. Le monache del Cinquecento vivevano in comunità femminili chiuse, dove tutte dovevano essere “sorelle”. Ma, come accade a tutti noi a scuola, è normale avere un’amica/o del cuore e creare un’isola relazionale separata dal gruppo. Santa Teresa d’Avila scrisse un’avvertenza per le consorelle: i legami troppo esclusivi vanno evitati, perché creano dipendenza e isolano dal mondo. Questo insegnamento vale tuttora.

  • La gelosia fa male

Le suore Inés de Santa Cruz e Catalina Ledesma vissero una relazione che oggi chiameremmo squilibrata. La passione era contaminata dall’ossessione del controllo e dalla paura di perdersi. Le due, finite sotto la lente dell’inquisizione, furono interrogate anche su questo: quanto peso aveva la gelosia nel rapporto? Possiamo immaginare che siano state segnalate proprio per questo, perché le continue scenate avevano rotto l’armonia di tutto il convento.

  • Attenzione alle dinamiche di potere in amore

Benedetta Carlini, una donna dotata di autorità all’interno del suo convento, ebbe una relazione con una consorella di nome Bartolomea. A quanto si legge, sembra che Bartolomea fosse talvolta forzata ad avere rapporti sessuali, e certamente la posizione sociale di Benedetta aveva un ruolo in tutto questo. Ciò ci insegna che qualunque disparità di potere dentro la coppia può essere pericolosa, perché mina l’autonomia o addirittura la sicurezza di chi è più debole.

  • La distanza non spegne per forza l’amore

Le suore Anna di Gesù e Beatriz de la Concepción ebbero la sfortuna-fortuna di trovarsi distanti per tanto tempo. La fortuna è soprattutto nostra, perché oggi possiamo leggere le loro lettere piene di amore e nostalgia. «Nel sonno e nella veglia, la sua assenza mi affatica» scrisse Anna. Alla fine pare che la distanza non abbia distrutto la loro relazione, ma l’abbia rinsaldata.

Queste piccole storie di donne dimenticate, vissute cinque secoli fa, ci mostrano soprattutto che l’amore è sempre uguale: che sia tra uomo e donna o tra donna e donna, che sia di oggi o di ieri, tutti ci innamoriamo, soffriamo e gioiamo allo stesso modo.



 Commenti
Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.


Consigli utili Condizioni d'uso Privacy policy Cookie policy Contattaci