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Ossessione per una persona: i segnali e come uscirne
Chi è innamorato o si è separato da poco cade facilmente nell’ossessione per il partner (o ex). Per quanto sia normale passarci, non ci si dovrebbe abbandonare passivamente.

Quando ci innamoriamo o dopo una rottura è normale pensare continuamente a una persona. C’è però una sottile differenza tra pensiero e ossessione.

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Se qualcuno occupa tutto il nostro spazio mentale la quotidianità può diventare difficile. Ci distraiamo facilmente, controlliamo il telefono in continuazione, interpretiamo ogni gesto dell'altro e gran parte della giornata finisce per ruotare attorno a domande angosciose: "Cosa sta facendo? Cosa pensa? Mi pensa?".

Quando si cade in un pensiero ossessivo si possono fare piccoli e grandi danni: la resa lavorativa peggiora, si è più trasognati in pubblico, si evita di uscire o addirittura ci si sente depressi e svuotati. Le energie mentali non sono illimitate e se un pensiero diventa martellante non c’è spazio per nient’altro.

I modi in cui si manifesta l’ossessione sono vari. Per qualcuno coincide con una forte infatuazione destinata a diminuire nel tempo. In altri casi può essere legata a uno stile di attaccamento ansioso, a una difficoltà nel gestire il rifiuto oppure, più raramente, a condizioni cliniche specifiche che richiedono una valutazione professionale.

Per questo è importante evitare conclusioni affrettate, ma ci sono alcuni segnali che possono suggerire che il coinvolgimento ha superato una certa soglia.

  • La ruminazione

La mente torna continuamente sulla stessa persona, spesso senza che lo si voglia davvero. Si ripensano conversazioni, si immaginano scenari futuri, si cercano spiegazioni per ogni messaggio o per ogni silenzio. Questa attività mentale occupa gran parte della giornata.

  • Il bisogno costante di informazioni

Controllare i social, verificare l'ultimo accesso, cercare di capire con chi la persona sia uscita o cosa abbia fatto durante la giornata diventa una routine.

  • Difficoltà a concentrarsi su altro

Lavoro, studio, amicizie e interessi passano in secondo piano, mentre gran parte dell'energia mentale viene assorbita da quella relazione, reale o immaginata.

  • Alti e bassi emotivi

Alcune persone ossessionate vivono emozioni molto intense che cambiano rapidamente: entusiasmo dopo un messaggio, sconforto se una risposta tarda ad arrivare, sollievo dopo una rassicurazione, nuova ansia poco dopo.

Come si può provare a uscire dall’ossessione? Il primo passo è riconoscere il meccanismo. È una cosa che ripetiamo sempre, non perché siamo fissati, ma perché è centrale in tutti i processi psicologici.

Molte persone cercano di convincersi che i pensieri ossessivi siano una prova di quanto l'altro sia speciale. In realtà la frequenza con cui pensiamo a qualcuno non dice quanto lui sia compatibile per una relazione: parla più che altro di noi, dei nostri desideri e delle nostre fragilità.

Il secondo passo consiste nell’interrompere alcuni comportamenti automatici. Controllare continuamente il profilo social di una persona o rileggere le vecchie conversazioni offre spesso un sollievo momentaneo, ma tende a mantenere viva l'attenzione proprio su ciò da cui si vorrebbe prendere le distanze.

E poi, è fondamentale recuperare gradualmente gli spazi che l'ossessione ha occupato. Riprendere interessi messi da parte, uscire con gli amici, dedicarsi ad attività coinvolgenti o fare movimento non serve a "distrarsi" nel senso superficiale del termine. Serve a ricordare al cervello che la propria vita comprende molto più di una sola persona.

Infine, se questi pensieri diventano così persistenti da compromettere il lavoro, il sonno, le relazioni o il benessere quotidiano, parlarne con uno psicologo può essere una scelta importante. Comprendere che cosa alimenta l'ossessione permette spesso di affrontarne le radici, invece di limitarsi a combatterne i sintomi.



 Commenti (3)
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  1. patti6, Napoli (Campania)
    Ci sto passando adesso i siamo visti una sola volta i scrivevamo tutti i giorni man man si e allontanato mi tiene bloccata e mi sbloccava una volta a settimana ora sono tre settimane che non lo più sentito e sto malissimo preciso lui e sposato ma diceva che mi voleva bene e non volevo che andassi via e un anno che non ci siamo più visti
  2. annoiato52, Roma (Lazio)
    Post interessante.
  3. blade_75, Roma (Lazio)
    Articolo interessante, purtroppo ci sono passato più di una volta, anche se ci ho messo un po' ho capito, con l'esperienza, che non vaie proprio la pena arrabbiarsi, starci male o preoccuparsi di persone che non hanno più o non hanno mai avuto interesse per te. Meglio chiudere certe porte, che non conducono da nessuna parte, e guardare avanti.


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