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Metodo slow buy: che cos’è e perché aiuta a risparmiare
Un metodo di risparmio che spopola su Tiktok può avere, secondo noi, una vera utilità con un impegno minimo.

Tra i vari metodi studiati per favorire il risparmio, da qualche tempo va molto di moda lo slow buy, un approccio agli acquisti semplice quanto ingegnoso. L'idea di fondo è questa: se rallentiamo il processo d'acquisto diventiamo capaci di distinguere meglio ciò che serve davvero da ciò che viene desiderato solo per un impulso momentaneo. Si capisce perché questa idea sia così forte: oggi è possibile acquistare quasi qualsiasi cosa con pochi clic, rendendo l’acquisto impulsivo molto più facile rispetto al passato.

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Lo slow buy non è un metodo di risparmio strutturato con regole universali, perciò ogni persona può adattarlo alle proprie esigenze. In generale, si tratta di ridurre gli acquisti non necessari concedendosi più tempo prima di comprare qualcosa. Alcuni stabiliscono un periodo di attesa obbligatorio di qualche giorno o qualche settimana prima di fare un ordine su Amazon; altri creano una lista di desideri e verificano periodicamente quali prodotti continuano a sembrare utili dopo un certo tempo.

L’approccio, simile a quello che si adotta in tante diete moderne, non è vietarsi gli acquisti, ma renderli più intenzionali. Sappiamo bene che una parte significativa delle spese nasce da emozioni temporanee: noia, stress, entusiasmo, frustrazione o semplice esposizione continua alla pubblicità.

Infatti le offerte a tempo limitato, le notifiche, gli algoritmi dei social e degli e-commerce sono progettati proprio per ridurre il tempo tra desiderio e acquisto. Più la decisione è rapida, meno spazio c'è per la riflessione, e questo contribuisce a far girare il mercato.

Lo slow buy si propone di arginare questo flusso incessante di ordini lavorando esclusivamente sul ritardo, cioè sul raffreddamento dell’impulsività, della compulsività e dell’emotività.

Quali sono i vantaggi di questo approccio? Naturalmente uno dei principali riguarda il risparmio. Molte spese non pesano perché sono particolarmente elevate, ma perché si accumulano nel tempo. Piccoli acquisti frequenti, spesso dimenticati dopo pochi giorni, possono rappresentare una quota significativa del budget mensile.

Ma non si tratta solo di soldi. Infatti chi pratica lo slow buy racconta spesso un effetto secondario interessante: sente una maggiore soddisfazione per ciò che già possiede. Quando si acquista continuamente, infatti, gli oggetti tendono a perdere presto il loro valore psicologico. È umano: ci si abitua in fretta alle novità e l'attenzione si sposta subito verso qualcos'altro. Riducendo la frequenza degli acquisti, molte persone riferiscono di apprezzare di più ciò che hanno scelto di comprare.

In conclusione, perché provare lo slow buy quando si ha l’obiettivo di risparmiare?

Un aspetto che rende questo trucco allettante è che non richiede rigidità assoluta. Non esiste una lista di prodotti proibiti e non è necessario trasformare ogni acquisto in una decisione complessa: si tratta solo e soltanto di interrompere l'automatismo. Questo semplice metodo può preservare il portafogli, evitare che la casa si riempia di oggetti inutili ed evitare il ciclo di dopamina “su e giù” che alimenta sempre nuovi acquisti.



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