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Perché dimentico i bei momenti?
Dal punto di vista psicologico è facile capire perché alcuni ricordi tristi restano vaghi, ma se si tratta di eventi piacevoli i motivi della dimenticanza sono diversi.

È imbarazzante e anche un po’ triste che quando qualcuno ci parla di un bel momento vissuto insieme e scopriamo di non ricordarlo bene. Come se fossimo ingrati o, peggio, avessimo problemi di memoria.

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Gli studiosi si interrogano spesso sul tema della dimenticanza e avanzano diverse teorie che la possono spiegare. Per i ricordi dolorosi è abbastanza chiaro: il cervello potrebbe dissociarsi per proteggersi, quindi il ricordo potrebbe non imprimersi bene. Quando entrano in gioco eventi positivi, i motivi sono un po’ diversi.

Di solito si pensa al cervello come a un archivio che può contenere solo un certo numero di informazioni, per cui quelle meno importanti vengono scartate. Non è vero che la mente è come un cellulare che improvvisamente smette di archiviare foto perché è pieno, o chiede di eliminare quelle vecchie. Questa considerazione ha una buona parte di verità ma non è tranchant come potremmo pensare.

Secondo gli psicologi i motivi per cui in una coppia, per esempio, lui potrebbe ricordare ogni particolare di un certo appuntamento e lei no, sono un po’ particolari.

Il primo motivo riguarda l’attenzione. Se uno studente è stato attento a lezione ricorda meglio le informazioni rispetto a un compagno disattento e lo stesso succede in tante altre occasioni della vita. Per quanto un certo appuntamento sia stato gradevole, se siamo distratti (perché preoccupati di fare brutta figura o impensieriti da altri problemi) potremmo fissare meno il ricordo.

Questo potrebbe farci sentire in colpa di non essere stati abbastanza presenti, ma a volte la mancanza di attenzione non è così evidente. Non si tratta di pensare continuamente ad altro, giocherellare col cellulare o guardare altrove: è più comune che una parte di noi si scolleghi nonostante ci sforziamo di vivere il momento, e vista la complessità della vita adulta succede spesso.

Correlata all’attenzione c’è l’emozione: di solito i sentimenti intensi contribuiscono a consolidare il ricordo. Ognuno, però, vive le emozioni a modo suo e un evento molto importante per il nostro partner può non avere avuto la stessa rilevanza per noi.

Un altro elemento molto importante è la ripetizione. Tornando all’esempio degli studenti: chi è stato attento a lezione ha un vantaggio, però potrebbe dimenticare alcune cose se non ripassa. Di solito i ricordi che restano più impressi sono quelli a cui una persona ripensa spesso o che ama raccontare. La memoria funziona come un mosaico: più che recuperare il ricordo nella sua interezza noi lo ricostruiamo tessera dopo tessera. Più ripensiamo a un evento, più particolari ci vengono in mente. In questo modo il ricordo diventa solito e dettagliato.

Non dobbiamo sentirci sbagliati se non ricordiamo bene eventi che per chi amiamo sono stati segnanti. Probabilmente ne ricordiamo altri, magari più piccoli, ma che per noi hanno avuto maggiore impatto. Sarebbe bello se la mente potesse archiviare tutto ciò che è positivo, ma dobbiamo riconoscere la nostra limitatezza. L’unico sforzo che possiamo fare è cercare, da qui in poi, di vivere ogni momento al massimo, evitando di farci distrarre dalle nostre preoccupazioni.



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