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I consigli di Seneca per vivere meglio
Il filosofo stoico di 2000 anni fa ha ancora buoni consigli per la vita di oggi.

Seneca, filosofo stoico nato a Cordova nel 4 a.C. e vissuto per gran parte della sua vita a Roma, è un autore molto famoso e molto apprezzato ancora oggi. Il motivo è che le sue opere affrontano temi universali e sorprendentemente attuali. Scrive molto del tempo, delle aspettative, dell’ansia e del rapporto con ciò che non possiamo controllare.

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Molte delle sue riflessioni, insomma, sembrano parlare direttamente alla vita moderna. Se Seneca stilasse oggi una lista di consigli per sentirsi meglio, ecco quale sarebbe.

  1. Non soffrire due volte

Nelle Lettere a Lucilio, Seneca scrive: "Soffriamo più spesso nell'immaginazione che nella realtà". È una frase citata moltissimo perché rappresenta in modo accurato come funziona la nostra mente. Di fatto tendiamo molto ad anticipare i problemi e a coltivare un “pensiero catastrofico”. Questo ci fa soffrire molto di più dell’evento in sé.

Seneca consiglierebbe di vivere nel presente.

  1. Fare meno cose, ma con più attenzione

Un altro consiglio sorprendentemente moderno riguarda il rapporto con l'iperattività. Nella sua opera La tranquillità dell'animo, Seneca osserva che molte persone si agitano continuamente senza trovare pace. Passano da un impegno all'altro, da un obiettivo all'altro, convinte che il movimento costante sia una soluzione all'inquietudine. Ma il suo commento è: "Essere ovunque significa non essere da nessuna parte".

Quindi Seneca consiglierebbe di evitare il multitasking e ridurre il tempo dedicato agli impegni meno importanti, facendo una lista di priorità.

  1. Non aspettare di vivere

Tra i testi più celebri di Seneca c'è La brevità della vita, un saggio sul tempo. Scrive: "Non abbiamo poco tempo, ne perdiamo molto". Consiglia di concentrarsi maggiormente sullo scopo della vita, riducendo lo spreco di tempo su compiti meno importanti. Otium prima che negotium, miglioramento di se stessi come chiave di una vita vera.

Seneca consiglierebbe, oggi, di studiare di più, di riflettere di più, di fare percorsi di automiglioramento continuo.

  1. Accettare ciò che non dipende da noi

Forse l'idea più nota dello stoicismo riguarda la distinzione tra ciò che possiamo controllare e ciò che non possiamo controllare. Per Seneca gran parte dell'infelicità nasce dal tentativo di gestire elementi che sfuggono completamente alla nostra volontà: le opinioni degli altri, il passato, gli imprevisti, le decisioni altrui.

È affascinante notare che superare questo ipercontrollo, tanto faticoso per la mente, è l’obiettivo di molti percorsi di psicoterapia odierni.

Quello che leggiamo in certi brani di Seneca può darci una visione più “dolce” della sua corrente filosofica. Lo stoicismo viene spesso immaginato come una filosofia fredda, fatta di autocontrollo assoluto e assenza di emozioni. In realtà Seneca non proponeva di soffocare le emozioni; invitava piuttosto a osservarle senza lasciarsi trascinare completamente da esse. Anche questo è un tema molto presente nella psicologia di oggi.



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