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La vera storia della festa della mamma
L’idea di celebrare le madri nasce in diverse parti del mondo negli ultimi due secoli, ma la versione statunitense è davvero speciale.

L’idea di celebrare la maternità non è moderna. Se nei tempi più antichi il centro della religione erano le dee madri anche dopo, in Grecia e a Roma, sono esistite feste dedicate alle dee della fertilità. La devozione per Maria madre di Cristo, a cui è dedicato il mese di maggio, segue il solco di questa tradizione.

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Ma la festa della mamma moderna è tutt’altra cosa. Non si tratta più di celebrare genitrici divine ma di scendere su un piano umano, nemmeno celebrando le mamme in generale, ma davvero la propria mamma. La storia di questa festa, nata in diversi Paesi con tempi, ragioni e modalità proprie, ha una storia molto interessante se guardiamo agli Stati Uniti.

Una delle protagoniste di questa storia è Ann Reeves Jarvis, una donna vissuta nella regione degli Appalachi durante la guerra civile americana (conosciuta anche come guerra di secessione). In questa guerra, come in molte guerre dell’Ottocento, il vero killer che decimava i soldati non erano i nemici, ma le infezioni. Moltissimi feriti venivano amputati senza anestesia e ovviamente senza protocolli igienici adatti e morivano poco dopo l’operazione; chi non subiva traumi veri e propri era comunque preda delle malattie che mietevano migliaia di morti.

La Jarvis era una delle vittime secondarie di questo conflitto. Aveva molti figli, diversi dei quali morti in guerra per colpa di malattie come difterite e morbillo. Per questo organizzò i Mothers’ Day Work Clubs, gruppi informali di donne che assistevano i malati e facevano una sorta di educazione sanitaria. Un aspetto particolarmente lodevole di questo volontariato è che non faceva distinzioni, aiutando uomini di entrambi i fronti.

Dopo la guerra le tensioni tra Nord e Sud non si erano placate. Le persone erano vissute in un clima di odio per anni e ricucire non era facile. Ann Reeves Jarvis non abbandonò le cause sociali e fondò allora il Mother’s Friendship Day, una giornata che creava uno spazio sicuro di incontro per famiglie dei fronti opposti. Le madri erano viste come il vero veicolo di pace.

Anna Jarvis, figlia di Ann Reeves Jarvis, volle che il messaggio della madre non scomparisse dopo la sua morte, avvenuta nel 1905. Avviò campagne pubbliche, scrisse appelli e coinvolse personaggi influenti per ottenere l’istituzione di una giornata ufficiale dedicata alle madri. La prima celebrazione avvenne nel 1908 la seconda domenica di maggio, data vicina all’anniversario della morte di Ann. Nel 1914 il presidente Woodrow Wilson rese la festa ufficiale in tutti gli USA.

In poco tempo la festa della mamma iniziò a diventare molto commerciale (destino tipico di qualsiasi festa negli Stati Uniti) e Anna passò il resto della sua vita a lottare contro tale corruzione, difendendo il significato originario.

In Italia le prime feste della mamma nacquero come iniziative isolate: una a Tordibetto di Assisi, con significato anche religioso, e una in Liguria. L’ufficializzazione della ricorrenza arrivò nel 1959 ed era l’8 maggio. In seguito, per favorire iniziative dedicate e per allinearsi con gli Stati Uniti, la festa iniziò a essere celebrata la seconda domenica di maggio. Quest’anno, infatti, cade il 10 di maggio.



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