Chi ha problemi economici potrebbe prendere decisioni sbagliate peggiorando ancor più la propria situazione. Ma gli scienziati affermano che non si tratta di pigrizia o diseducazione, bensì di esaurimento mentale indotto.
Magari i problemi economici fossero solo questione di entrate e uscite. La preoccupazione per il denaro può letteralmente condurre all’esaurimento, e i neuroscienziati lo confermano.
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Se ci pensiamo, nella nostra società i soldi sono l’equivalente del cibo per gli animali selvatici. Perché è grazie al denaro che possiamo garantirci una sopravvivenza: non solo la spesa ma anche l’accesso all’energia elettrica, al gas e la possibilità di avere un tetto sulla testa. Non avere soldi genera uno stato di allarme molto angoscioso, perché sentiamo che la nostra vita è a rischio. E questo, sembra, può verificarsi anche in casi meno estremi, quando per esempio si ha paura di andare in rosso facendo il pieno alla macchina. La percezione di scarsità conta più della scarsità stessa.
In un recente esperimento, i neuroscienziati del Wannan Medical College hanno chiesto a un gruppo di volontari di immaginare di essere in difficoltà a livello economico. Con questo presupposto, sono state effettuate delle prove per valutare lo stato delle funzioni esecutive (attenzione, capacità decisionale, flessibilità mentale). Un gruppo di controllo eseguiva gli stessi test senza che fosse chiesto di immaginare una difficoltà economica di base. Come potete immaginare, i risultati del gruppo preoccupato per i soldi erano più scarsi rispetto a quelli del gruppo di controllo.
Questo significa che quando il cervello è concentrato sui problemi economici “perde colpi”, non perché sia diventato meno efficiente in sé, ma perché è totalmente impegnato da altro. Far quadrare i conti non è un compito secondario e tutta l’attenzione è dirottata su questo.
Qual è il problema? Le funzioni esecutive sono piuttosto importanti perché riguardano l’autogestione. Chi non le controlla appieno potrebbe essere più incline a prendere decisioni sbagliate (agendo magari d’impulso), dimenticare scadenze importanti, essere meno lucido.
I problemi maggiori che gli scienziati sottolineano sono legati all’impulsività e alla riduzione della memoria a breve termine, cose che possono peggiorare il quadro economico inducendo ad azioni apparentemente irrazionali. Studi come quello che abbiamo presentato sono importanti perché gettano una nuova luce sulla gestione dei problemi economici da parte delle persone in difficoltà. Spesso chi è in condizioni di scarsità viene accusato di pigrizia, negligenza o diseducazione, mentre in realtà il problema è un cervello “in modalità sopravvivenza” che fatica a tenere il passo.
Chi sta affrontando qualche problema economico dovrebbe farsi aiutare, non nel senso di farsi prestare soldi, ma nel senso di condividere la gestione delle spese con il coniuge o i familiari. In situazioni come queste è forte il bisogno di lucidità e ogni azione dovrebbe essere pianificata il più possibile. Alleggerire il carico cerebrale associato alla scarsità è fondamentale per uscire dal disagio economico, perché solo uscendo dal burnout e recuperando le piene funzioni esecutive la gestione dei soldi potrà migliorare, con conseguente ripresa sia materiale che mentale.