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Che la coerenza non diventi una trappola!
Noi esseri umani diamo molto valore alla coerenza, ma tra questa e la rigidità c’è a volte una linea sottile.

La coerenza è una caratteristica molto apprezzata ed è considerata sinonimo di autorevolezza, maturità e integrità. Questo non deriva solo da un retaggio culturale ma ha radici nella nostra psicologia evolutiva.

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La nostra mente cerca coerenza perché necessita di ancoraggi stabili, i quali sono fondamentali per sviluppare la fiducia. Una persona che mantiene nel tempo le stesse convinzioni e compie gesti in consonanza con esse diventa un punto di riferimento perché costante e persino prevedibile. Ben diverso è avere a che fare con qualcuno che cambia idea spesso e non si sa come agirà domani.

Il motivo per cui la coerenza ci interessa così tanto è che da essa può dipendere la nostra sicurezza. Avvertiamo una persona coerente come affidabile, mentre un incoerente potrebbe essere fonte di pericolo in determinate situazioni.

Secondo diversi studi siamo allenati fin da bambini ad andare a caccia di incoerenze, che possono generare sfiducia profonda. Già dai 5-6 anni siamo in grado di determinare se qualcuno dice una bugia o “predica bene e razzola male”.

Però poi si inserisce in questo quadro anche un aspetto morale. D’accordo, dire una cosa e farne un’altra non è proprio il massimo esempio di eticità e trasparenza. Però a volte ce la prendiamo anche con chi, in tutta onestà, cambia semplicemente idea. Una persona che nel corso della vita muta idee politiche o si converte a una nuova religione genera sospetto e a volte disprezzo. Questo cambiamento radicale è spesso visto come un segno di squilibrio psichico, di pazzia: “Se ha cambiato idea in modo così netto non deve avere tutte le rotelle a posto”.

Ma nella vita cambiamo, che si tratti di evolvere o involvere. La nostra storia ci plasma e ciò che sembrava giusto in passato può non parerlo più alla luce delle esperienze vissute. A volte ci scontriamo con dei traumi che rendono impossibile continuare a percorrere la via di prima, a volte troviamo noi stessi e capiamo ciò di cui abbiamo realmente bisogno.

In questi casi la necessità di essere coerenti può trasformarsi in una trappola. Chi è un punto di riferimento al lavoro, in famiglia o nella società e si trova a cambiare idea può avere paura di esprimersi, temendo una reazione negativa da parte di chi si affida a lui. E allora può restare coerente nella sua veste pubblica, ma tradire se stesso.

È importante ricordare che tutti abbiamo il diritto di cambiare idea. Forse sarebbe ben più pericoloso se non lo facessimo mai. Cambiare idea in modo maturo non vuol dire certo sostenere qualcosa oggi e l’opposto domani, ma attraversare un processo di riflessione che porta a conclusioni nuove, che magari sono più adatte ad accompagnarci in una nuova fase della vita.

Per confessare pubblicamente di aver mutato opinione su qualcosa ci vuole tanto coraggio ed è importante farlo con la massima trasparenza. Raccontare perché le idee sono cambiate, cosa ha fatto scattare la molla e quali sono stati i passaggi aiuta le persone intorno a capire che non sono di fronte a “un pazzo” ma a una persona che ha compiuto un percorso.

Essere onesti su questi argomenti rappresenta una forma di rispetto per se stessi ma anche per gli altri.



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