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Impulsività: cos’è e come gestirla
Le persone impulsive sono spesso brillanti e piene di doti, ma giocano col fuoco più di quanto realmente vorrebbero.

Ci sono persone riflessive e persone impulsive, e in questo caso sembra davvero che il mondo si spacchi in due. Alcuni, prima di fare anche la più piccola mossa, riflettono per ore o giorni, mentre altri seguono letteralmente l’impulso del momento e si lanciano senza paracadute. Dicono sì senza pensarci, si buttano a capofitto in un progetto che forse sarà fallimentare, prendono il primo treno che capita (metaforicamente o non).

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Essere impulsivi non è, come qualcuno dice, un segno di scarsa maturità, ma è a volte un tratto del carattere e più spesso uno specifico meccanismo di funzionamento cerebrale. Nelle persone impulsive l’amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni più immediate, è più attiva che nei tipi riflessivi, tanto che a volte riesce a sovrastare altre aree del cervello che porterebbero a un maggiore ragionamento analitico.

Essere troppo riflessivi ha dei rischi: perdere opportunità, cadere nel rimuginio, sfinirsi continuamente per compiti relativamente semplici. Bisogna però riconoscere che essere impulsivi è più rischioso. Se la persona impulsiva può avere più successo nella vita rispetto a quella riflessiva (senza un pizzico di disinibizione è difficile azzeccare l’opportunità giusta) in molte altre cose la sua esistenza può essere frustrante o addirittura disastrosa. L’impulsivo può abbandonare il partner della vita per seguire la cotta del momento, ad esempio. Oppure può mettersi davvero a rischio, ad esempio facendo spese eccessive o guidando troppo veloce.

Nella mente della persona impulsiva la decisione “forte” e immediata serve a scopi diversi:

  • Allentare la tensione. Se ci pensiamo, il riflessivo sta sempre in uno stato di forte tensione cognitiva, ragionando su ogni singola mossa. L’impulsivo sente la necessità di scaricare tutto, non solo i ragionamenti, ma anche le frustrazioni, facendo la prima cosa che pensa lo farà sentire meglio.
  • Ricerca del brivido. Abituato a vivere d’istinto, di solito l’impulsivo si trasforma in un sensation seeker, cioè una persona sempre alla ricerca di esperienze intense. I “cercatori di sensazioni” mal tollerano la noia e vorrebbero vivere sempre in uno stato di eccitazione.
  • Meno importante ma comunque incisiva: la paura di perdersi qualcosa. A volte si dice di sì senza pensarci, solo per non rischiare di pentirsi più tardi.

Ma gli impulsivi non sono degli sconsiderati e nemmeno degli stupidi. Molto, molto spesso si pentono di ciò che hanno fatto seguendo l’istinto e affrontano due gatte da pelare: convivere con il peso di decisioni non volute fino in fondo e disperarsi perché sentono di non avere controllo sulla propria mente.

Si può smettere di essere impulsivi? Sì e no. Chi ha un’amigdala che “urla” proverà sempre la tentazione di cadere nell’impulsività. Si può però imparare a proteggersi, il che è assolutamente fattibile.

Per una persona tendenzialmente impulsiva è molto importante:

  • Identificare le situazioni a rischio: spendere troppo, avere comportamenti sessuali non protetti, assumere droghe ecc. sono situazioni ad alto rischio che devono essere evitate. Riconoscere il pericolo aiuta a proteggersi e a trattenersi.
  • Contare fino a cento: è banale, ma un impulsivo non lo fa quasi mai. Sforzarsi di prendersi anche solo una piccolissima pausa dal pensiero alla decisione può essere un utile esercizio.
  • Analizzare le emozioni: l’amigdala porta ad agire subito, ma non sempre sulla scorta della stessa emozione. Spesso gli impulsivi non sono pienamente coscienti di ciò che li guida e cercare di analizzarsi è un altro modo per prendersi una pausa costruttiva. Sapere che si sta facendo una determinata cosa per paura, ad esempio, aiuta a prendere altre strade più sane.
  • Crearsi una tabella mentale delle conseguenze: molte persone cadono in comportamenti impulsivi ripetuti (ad esempio la tentazione di tradire, o di eccedere con il gioco, ecc). Mentre agiscono d’istinto ignorano le conseguenze, ma in realtà dovrebbero averle ben presenti. Anche solo avere un momento in cui ci si interroga sul futuro può aiutare a frenare un comportamento impulsivo.


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