Ci sono persone che quando ricevono un complimento, anziché essere felici, sprofondano nell’imbarazzo. Alla base ci sono alcuni atteggiamenti psicologici che si stratificano nel tempo.
Ricevere complimenti non è un evento quotidiano. Potremmo anzi dire che il nostro modello di interazione medio li contempla raramente. Per qualcuno sentirsi lodare è un grande piacere, qualcosa che può illuminare una giornata. Per qualcun altro il piacere ci può essere, ma il disagio è ben più forte.
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Accettare i complimenti e rispondere senza imbarazzo è difficile per molte persone. Alla base di questa difficoltà ci sono alcuni atteggiamenti psicologici che può essere utile chiarire.
Il primo motivo per cui ci si trova a disagio quando si ricevono lodi è sicuramente la bassa autostima. Chi non crede di valere poi tanto può trovare fuori luogo un complimento. “Non lo merito” è il primo pensiero che si affaccia. Non è umiltà, ma una vera difficoltà a riconoscere i propri pregi. È come se si riuscisse a valutare gli altri con oggettività ma poi, di fronte a se stessi, si vedesse uno specchio deformato.
Spesso collegata alla bassa autostima è la sindrome dell’impostore, un fenomeno psicologico in cui una persona dubita delle proprie capacità e teme di essere scoperta come “non all’altezza” nonostante i risultati ottenuti. Chi ne soffre attribuisce i successi alla fortuna o a fattori esterni invece che alle proprie competenze. Questa sindrome è comune tra studenti e professionisti ad alte prestazioni, ma può riguardare davvero chiunque. Di certo chi crede di essere un impostore, convinto di stare ottenendo un riconoscimento immeritato, fatica a ricevere un complimento.
La sindrome dell’impostore è utile per evidenziare un timore importante, comune in chi non ama le lodi: la paura di essere smascherati o di deludere. Chi si sente un impostore teme che la propria “maschera positiva” cada all’improvviso per rivelare qualcosa di oscuro. Chi ha paura di deludere invece sente il complimento come una responsabilità: ora che è stato definito bravo dovrà mantenere sempre uno standard perfetto per non perdere il favore degli altri.
Il disagio di fronte ai commenti positivi può anche derivare dal perfezionismo. Chi ha uno standard molto elevato potrebbe intristirsi quando riceve un complimento, perché è convinto di non aver raggiunto pienamente il suo obiettivo. Infine, anche l’abitudine ha un ruolo: chi non è abituato a ricevere complimenti (o ne ha ricevuti molto pochi nell’infanzia) si sente facilmente a disagio di fronte a un apprezzamento inaspettato.
Il complimento è difficile da accettare perché mette chi lo riceve sotto i riflettori. A differenza dell’insulto, però, non stimola una reazione di attacco che potrebbe risultare difensiva per la psiche. Chi è lodato spesso si sente come nudo e non vorrebbe altro che scappare. Ecco spiegati il rossore, l’abbassamento dello sguardo, la negazione del proprio risultato, il complimento di rimando che viene usato per tentare di spostare il focus da sé.
Allenarsi a rispondere ai complimenti con un semplice “grazie”, detto con un sorriso e senza abbassare gli occhi, è una vera e propria forzatura per tanti. Però, alla lunga, può fare bene. C’è chi ritiene che iniziando a cambiare il proprio atteggiamento esteriore si possa trovare, nel tempo, anche quella calma interiore che consente di non “sporcare” il riconoscimento con imbarazzo o pensieri negativi.