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Depressione natalizia, sentirsi male quando tutti gli altri si sentono bene
Una persona su due si sente triste a Natale: ecco perché.

Il Natale è arrivato e tutti si preparano a vivere la festa più sentita dell’anno. Le città risplendono di luci, i supermercati sono affollati di persone che si affannano ad acquistare gli ultimi ingredienti per il pranzo della festa, c’è chi passa di negozio in negozio per cercare gli ultimi regali. Un albero di Natale, grande o piccolo che sia, fa mostra di sé in ogni casa. Sembra tutto delizioso. Eppure tante persone non vedono l’ora che il Natale passi e fantasticano di chiudere gli occhi la sera del 24 e svegliarsi, per magia, la mattina del 26. Un sogno che ha una sola spiegazione: il Natale, per loro, è una festa triste.

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Gli esperti la chiamano in italiano “depressione natalizia” ma, poiché il termine è un po’ troppo forte, spesso si preferisce l’inglese “Christmas blues”: non si tratta d’altro che della profonda tristezza che assale tante persone quando arriva il Natale. Secondo i sondaggi riguarda addirittura una persona su due.

Perché il Natale mette tristezza? In primo luogo perché è la festa più importante dell’anno e, come tale, è carica di aspettative. Ci si sente obbligati a essere felici e come risultato ci si sente ancora più a disagio. Per giunta la celebrazione cade a dicembre, mese di bilanci, e tante persone rivedono la loro vita e si struggono per i risultati non raggiunti.

C’è poi lo stress legato ai preparativi: lunghe code in macchina, città sovraffollate, la casa da pulire, il pranzo da preparare (che non è un pasto come gli altri ed è paragonabile piuttosto a un banchetto). Spesso l’etichetta della festa prevede visite a parenti che non si vedono mai nel resto dell’anno, e con i quali a volte non c’è un buon rapporto.

Ma il vero punto dolente del Natale è la solitudine. Chi ha avuto lutti familiari sente ancora di più il dolore di quella sedia vuota; chi non ha molti amici si sente isolato e non sa che fare; chi si trova lontano da casa rimpiange la propria terra d’origine; chi si è separato di recente sente la casa “meno casa”. Per molti anziani soli, il Natale è un vero e proprio dramma, segnato da un gelo emotivo che punge più del normale.

Il Christmas blues si presenta per ognuno in modo diverso, ma la costante è che ha manifestazioni simili alla depressione. Questi possono essere:

  • Calo d’umore apparentemente ingiustificato
  • Perdita di piacere
  • Cambiamenti nella qualità del sonno e dell’appetito
  • Ansia e stress
  • Affaticamento apparentemente ingiustificato e difficoltà di concentrazione
  • Irritabilità
  • Senso di solitudine e di vuoto

Per fortuna il Christmas blues è passeggero e svanisce col finire delle feste. Tuttavia chi lo prova è costretto a sperimentare, seppure per un breve momento, che cosa significa essere depressi. Una condizione che non si augura a nessuno.

I consigli degli esperti sono pochi e semplici. In questo momento di tristezza è importante essere onesti con se stessi e capire di cosa si ha realmente bisogno. Se è la solitudine a pesare, è importante provare a cercare il supporto di familiari o amici, vincendo la paura di farsi avanti e lo scrupolo di risultare invadenti; se invece il problema è in seno alla famiglia bisogna provare a trovare il coraggio di dire qualche “no”. Meglio passare il Natale da soli o con persone esterne al nucleo familiare piuttosto che costringersi a partecipare a rituali che provocano solo angoscia.

Un altro consiglio è stare attenti al rapporto con il cibo e l’alcol. Spesso si esagera a tavola per sentirsi parte di un gruppo oppure per riempire un vuoto o sedare un disagio. In particolare l’alcol è spesso oggetto di abuso durante le feste e ciò può essere problematico. Quando si beve troppo nel tentativo di regolare le proprie emozioni si sta solo mettendo una “toppa” su un disagio ben più grande.

Il Natale può essere duro da affrontare ma dedicando più cura a se stessi e portando un po’ di pazienza la situazione migliorerà.



 Commenti (4)
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  1. lallabel, Empoli (Toscana)
    Si concordo anche a me il Natale fa' tristezza e depressione
  2. tektron, Teramo (Abruzzo)
    Un periodo in cui l'ipocrisia regna sovrana...
  3. chiocciolina1963, Bari (Puglia)
    Ma perché parlare di persone senza spirito? Io dico che la solitudine è bella se accolta bene., p certo è difficile perché veniamo da famiglie tribù, oggi invece è tutto mono e single e facciamo fatica a vivere nel sociale, reale!
  4. hortencia, Roma (Lazio)
    Sono d'acordo, e una vertta il essere umanni in cerca dalla felicita momentane, ma dobbiammocercare de vivere sereno e nel giorno su giorno queste che dobbiammo stare com il cuore pieno de sottisfacione e tranquilita.


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