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Dai sempre e non ricevi nulla in cambio: l’invisibilizzazione
Quando gli altri non riconoscono cosa fai per loro è tempo di riprenderti il tuo spazio.

Ci sei sempre per le persone, dai tutto quello che puoi e come risultato… finisci per essere invisibile. Non un grazie, non un “come stai”, non un riconoscimento per le energie che hai speso. Questa invisibilità è un tipo di solitudine che fa ancora più male dell’essere soli. È una condizione che non si manifesta all’improvviso ma si crea nel tempo, consolidandosi man mano che gli altri danno per scontato il tuo aiuto.

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Potresti essere vittima di invisibilizzazione se…

  • Ti rendi sempre disponibile per gli altri ma nessuno ti dà una mano quando hai bisogno.
  • Le persone intorno a te danno per scontato che le ascolterai, le perdonerai… e non si curano dei tuoi sentimenti.
  • Gli altri non notano i sacrifici che fai.
  • Ti trascuri, perché i tuoi bisogni sono diventati secondari per tutti, te compreso.
  • Hai l’impressione di dare molto e ricevere poco.

Essere sempre disponibili senza chiedere nulla in cambio è qualcosa di nobile, che però comporta un caro prezzo: non solo l’invisibilizzazione, ma persino l’auto-abbandono. Sì, perché con il tempo finisci per trascurarti completamente, mettendo sempre i tuoi bisogni in secondo piano. Questa è solo una delle conseguenze dell’esserci sempre per gli altri. Ecco quali possono essere i principali rischi:

  1. Usura emotiva

Esserci sempre senza ricevere nulla in cambio può sfociare in un vero e proprio esaurimento. Stanchezza costante, insonnia, irritabilità e senso di vuoto possono diventare compagni che è difficile scacciare.

  1. Diminuzione dell’autostima

Quando nessuno riconosce i tuoi sforzi potresti iniziare a pensare che il tuo impegno non abbia valore, e che di conseguenza tu sia una persona “inutile”. Non è vero: sei solo in un ambiente che non ti rispetta.

  1. Relazioni sbilanciate

Quando sei tu quello sempre disponibile, gli altri potrebbero iniziare ad abusare della tua gentilezza o addirittura sviluppare una dipendenza. Tu lavori e gli altri riposano: questo modo di gestire le relazioni può portare a rapporti disfunzionali.

  1. Rabbia

Forse non lo ammetti a te stesso, ma questa situazione ti pesa. Dentro di te, senti che il continuo abuso che si fa della tua persona non è giusto! Ciò può portarti a immagazzinare una grande quantità di rabbia, che potrebbe anche esplodere in maniera incontrollata.

  1. Disconnessione da te stesso

La conseguenza più triste dell’invisibilizzazione è che con il tempo potresti perdere di vista chi sei, cosa ti piace, di cosa hai bisogno… potresti, insomma, disconnetterti da te stesso.

Se ti ritrovi spesso nella situazione di dare senza ricevere nulla in cambio, la prima cosa da fare è fermarti un attimo e osservare bene il quadro. Dare è un gesto nobile, ma se diventa un’abitudine unilaterale può logorarti e farti sentire svuotato, persino invisibile.

Il punto chiave non è smettere di essere generoso, ma imparare a dare in modo sano. Questo significa:

  • Riconoscere i tuoi limiti: non tutto il tuo tempo, energia o risorse devono andare agli altri. Anche tu meriti di “riempire il serbatoio”.
  • Distinguere tra chi apprezza e chi sfrutta: se una relazione è costantemente a senso unico, vale la pena chiedersi se è davvero equilibrata.
  • Imparare a dire no: un “no” detto al momento giusto non ti rende egoista, ma ti protegge.
  • Coltivare rapporti reciproci: circondati di persone con cui ci sia scambio, anche piccolo, ma sincero.

A volte, continuare a dare senza ricevere è anche un modo per cercare approvazione o paura di essere rifiutati. In quel caso, la soluzione passa dal rafforzare la tua autostima: capire che vali indipendentemente da quanto ti “sacrifichi” per gli altri.

In sintesi: dare sì, ma non a costo di svuotarti. La generosità è come una candela: illumina, ma se brucia solo per gli altri, si consuma e si spegne. L’arte sta nel tenere viva la fiamma anche per te stesso.



 Commenti (2)
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  1. amore_senzastop, Bologna (Emilia Romagna)
    Articolo molto bello...
  2. paolettalove91, Catanzaro (Calabria)
    Io faccio tutto in casa, e fuori ed i miei genitori non mi ringraziano, non mi dicono mai un “GRAZIE” non mi hanno mai dato una “PAROLA DI CONFORTO”, non mi pagano neanche per quello che gli faccio sia in casa e sia fuori.


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