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Integrità o disperazione? Dopo la crisi dei 65 anni è possibile una rinascita
Erik Erikson ha descritto la terza età come una fase di grandi sfide, nella quale bisogna superare la disperazione per raggiungere il traguardo dell’integrità.

Secondo la teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson la nostra vita è scandita da otto fasi, ognuna caratterizzata da una crisi da risolvere. L’ultima di queste fasi, quella che si realizza dopo i sessantacinque anni, è segnata in particolare da un conflitto: “integrità vs. disperazione”.

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Che cosa significa? L’ingresso nella terza età è carico di sfide e di cambiamenti fisici, sociali e psicologici. Alcune persone reagiscono in modo positivo, raggiungendo un senso di “integrità”, mentre altre cadono nella “disperazione”.

Con la parola integrità, Erikson descrive l’attitudine a guardarsi indietro con positività e soddisfazione. A partire dai sessantacinque anni tutti tendono a fare un bilancio della loro vita e anche, purtroppo, a confrontarsi con la finitezza dell’esperienza terrena. Chi ha raggiunto l’integrità è una persona che non rimpiange il passato, ma anzi si congratula con se stessa per le scelte fatte e per gli obiettivi raggiunti.

Al contrario, chi affronta la terza età con disperazione si concentra esclusivamente su ciò che gli è mancato e vive la morte come una prospettiva terrorizzante. Alcuni hanno la sensazione di non aver vissuto davvero, altri si cullano nel rimpianto, altri ancora sono ossessionati dai pensieri relativi alla fine della vita, vicina o lontana che possa essere. Molti di coloro che attraversano la disperazione ritengono che la loro vita non abbia uno scopo.

Il modo in cui si affronta l’arrivo della vecchiaia non dipende dal caso. Tutto sta nell’aver o non aver superato le sfide critiche delle fasi precedenti. Le questioni irrisolte degli anni passati non cessano di far male semplicemente perché sono passati magari decenni! La buona notizia, però, è che si è quasi sempre in tempo per sciogliere i nodi.

Raggiungere l’integrità significa sviluppare una saggezza che porta equilibrio e soddisfazione. Nonostante le inevitabili sfide e le perdite che caratterizzano la terza età è possibile vivere una vita piena, allegra e caratterizzata da un senso quasi di trascendenza, una consapevolezza che la vita ha avuto un senso e continuerà ad averlo.

Come promuovere l’integrità?

  • Vivendo secondo i propri valori, rendendo le proprie azioni sempre coerenti con ciò in cui si crede.
  • Onorando gli impegni: l’integrità si raggiunge con la responsabilità, con l’impegno e con la fiducia in sé e negli altri.
  • Essendo onesti riguardo ai propri bisogni e comunicandoli senza vergogna, cercando aiuto quando è necessario.
  • Praticando l’empatia e il rispetto, che sono la base di relazioni sane e profonde.
  • Crescendo costantemente: imparare cose nuove, leggere, informarsi, studiare, ascoltare le persone più giovani… sono tutte azioni che producono una crescita spirituale, processo che non si arresta certo dopo i sessant’anni.
  • Guarendo dal passato, ad esempio riprendendo rapporti interrotti, dando chiarimenti a lungo rimandati, oppure facendo terapia per giungere al perdono.

Sempre più esperti stanno rivalutando la terza età come periodo di grande crescita a livello mentale. È bene che tu sappia che la tua storia non è finita, ma c’è un nuovo capitolo stimolante tutto da scrivere. Per questo è importante che tu giunga a cacciare la disperazione: non ti serve e, soprattutto, non la meriti.



 Commenti (1)
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  1. amore_677, Roma (Lazio)
    Vedo tanta depressione in quello che scrivete conosco tanti giovani pieni di problemi e giù di morale che per vivere o bevono alcolici o si drogano. siamo una generazione più forte di quanto descrivete.


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