Avere un partner che è anche un migliore amico non è sempre la cosa migliore. Di certo, non è obbligatorio per avere una relazione felice.
Libri, film e serie TV ci hanno spesso raccontato coppie “perfette” nelle quali i due innamorati sono anche migliori amici. O che, meglio ancora, passano in modo quasi inaspettato da una lunga esperienza come best friends a un amore appassionato e profondo.
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Molti pensano che il mix tra amore romantico e amicizia sia auspicabile, un vero e proprio dono. In effetti molti degli ingredienti fondamentali per la costruzione di una coppia felice – rispetto, stima, fiducia, affetto, onestà – sono anche componenti tipiche di una bella amicizia. Il partner dovrebbe veramente essere un po’ come un amico ma, ed è ciò di cui discutiamo oggi, non è necessario che sia “il migliore”.
Gli esperti di relazioni sono convinti che considerare il partner come il proprio migliore amico comporti una certa dose di rischio. Infatti il migliore amico e il partner sono due ruoli ben distinti, entrambi molto carichi emozionalmente: identificare entrambi in una sola persona rischia di dare luogo a una idealizzazione eccessiva, se non proprio a una dipendenza affettiva. Puntare tutto su una sola persona, come fa chi identifica nel partner il proprio confidente unico, significa affidarsi totalmente, senza ancore di salvataggio in caso di burrasca.
Questa identificazione potrebbe inoltre essere il preludio di una chiusura nei confronti del mondo, come avviene in certe coppie che tendono a passare tutto il tempo libero insieme. Mantenere costanti e intensi contatti con la propria rete di amicizie è invece fondamentale quando si è in coppia, perché permette di crescere emotivamente e di mantenersi attivi cerebralmente.
Inoltre, anche se le confidenze all’interno della coppia sono da guardare in modo positivo, non è necessario che il partner sappia tutto di voi. Avere un confidente esterno, un amico, può essere di grande aiuto sia nei momenti in cui tutto sembra andare meravigliosamente, sia nei periodi di crisi: quando si è troppo “addentro” a un problema avere il parere di una terza persona può aiutare a leggere ciò che accade sotto una luce nuova.
La convinzione che il partner debba essere anche il proprio migliore amico è sbagliata anche perché potrebbe indurre a forzare le situazioni. Ci sono effettivamente casi in cui una grande amicizia si trasforma in amore, o in cui i partner sono estremamente affiatati dal punto di vista emotivo, ma questo non rende alcune coppie migliori di altre. A volte un pizzico di distanza emotiva può favorire la coppia su molti fronti, primo tra tutti quello dell’intimità.
Ciò che conta tra due partner non è necessariamente una vera e propria amicizia, quanto piuttosto un insieme di rispetto reciproco, affiatamento e complicità. Queste qualità, che si nutrono di vicinanza e ascolto reciproco, sono i “mattoncini” di cui si compone la felicità di coppia, sia che i due innamorati si considerino anche dei veri e propri amici, sia che sia presente un pizzico di distanza in più.