Quando si tratta di scienza o politica, esclusi coloro che se ne occupano per mestiere o per ricerca, possiamo dividere il mondo tra “i complottisti” e “gli altri”. I primi sono molto orgogliosi di sé, ma i secondi non sono da meno e spesso si divertono a sbeffeggiare. Anche la scienza si è occupata del complottismo, ma non per deridere chi sostiene certe idee, quanto piuttosto per comprenderlo.
Da tutte queste radici nascono alberi grandi e difformi o grotteschi: la Massoneria, gli Illuminati che governano il destino dell’umanità, gli avvistamenti alieni passati sotto silenzio, le scie chimiche, la Terra piatta… i complottismi sono tantissimi, ognuno con la sua schiera di sostenitori.
Il “profilo” della persona complottista, secondo ricerche in psicologia sociale e cognitiva, non è legato a un singolo tipo umano ma a una combinazione di tratti e contesto. Studi nell’ambito della psicologia sociale mostrano che queste persone tendono ad avere una forte sfiducia verso istituzioni, autorità e fonti ufficiali, spesso accompagnata da un bisogno marcato di trovare spiegazioni coerenti in situazioni complesse o caotiche (come abbiamo visto).
Dal punto di vista della personalità, si osservano livelli relativamente alti di “pensiero intuitivo” rispetto a quello analitico, e una maggiore sensibilità a certi bias cognitivi. Non necessariamente i complottisti hanno un basso livello di istruzione: il fattore chiave è piuttosto il modo in cui elaborano le informazioni.
Sul piano biografico, spesso i complottisti hanno vissuto esperienze di incertezza, perdita di controllo o marginalizzazione (economica, sociale o culturale) che possono rafforzare l’adesione a narrazioni alternative come forma di “riappropriazione” del senso della realtà. Le teorie del complotto offrono infatti una struttura narrativa semplice, con colpevoli chiari e intenzioni definite.
Inoltre, queste convinzioni possono anche soddisfare bisogni psicologici profondi: sentirsi parte di un gruppo “che ha capito la verità”, distinguersi dalla massa e ridurre l’ansia di fronte a eventi difficili da spiegare.
Dobbiamo ricordare che il complottismo è un fenomeno sfaccettato e sfumato che non riguarda solo “invasati” ma può coinvolgere persone bene inserite nel loro contesto che coltivano solo una o due narrazioni alternative, a volte credendoci solo in parte o nascondendole agli amici.