Nirvam home page
Area personaleChatRicercaEsci
Mio Profilo|Mia Area Riservata|Mio Partner Ideale|Miei Avvisi|Mio Account
 Messaggi ricevuti 
 Messaggi inviati
 Messaggi cancellati
 Scrivi un messaggio
 Articoli 
 Visite al mio profilo 
 Richieste Chat 
 Mi hanno votato 
 Sono loro amico 
 Ho votato per loro
 I miei amici
 Lista nera
Mia area
 Attendono accesso 
 Ho autorizzato
 Ho negato accesso
Aree altri utenti
 Attendo accesso da...
 Sono autorizzato da... 
 Autorizzazioni negate 
Magazine
Registrazione richiesta
Per votare o inserire commenti è necessario registrarsi a Nirvam
Taiwan potrebbe diventare un’altra Ucraina?
Il pensiero di molti, in questo periodo, è che l’isola di Taiwan possa vedere replicato, a proprie spese, lo scenario di guerra che ha colpito l’Ucraina per mano russa. Naturalmente l’aggressore, nel parallelismo in questione, sarebbe la Cina.

La storia di Taiwan è molto articolata. Conosciuta anche come Formosa, nome attribuitole dai coloni portoghesi nel XVI secolo (a loro succedettero olandesi e spagnoli) entrò a far parte del Giappone a fine Ottocento, per poi diventare una provincia periferica dell’Impero cinese nel XVII secolo. Dal 1949 Taiwan, che con il nome di Repubblica di Cina ebbe a governare l’intero territorio cinese a partire dal 1912, divenne indipendente mentre il resto della Cina acquistò la denominazione di Repubblica Popolare Cinese.

Link sponsorizzato

Il rapporto con la Cina fu sempre conflittuale. Dal 1971 Taiwan è stata esclusa dall’ONU a beneficio della Repubblica Popolare Cinese nella quale essa viene ricompresa. Negli anni è cresciuto sull’isola un sentimento nazionalistico assieme ad un progressivo deteriorarsi dei rapporti con Pechino. Per converso l’isola di Taiwan è molto importante per gli Stati Uniti a causa della sua posizione strategica nell’Asia orientale che consente agli USA di avere libera circolazione marittima nell’area nonché di contenere l’influenza cinese.

Xi Jinping ha dichiarato la volontà di annettere Taiwan entro il 2049, anno di celebrazione dei 100 anni della Repubblica Popolare Cinese. Ciò naturalmente ha scatenato preoccupazione e messo in allarme non solo i diretti interessati ma anche il resto del mondo, alla luce di quanto sta succedendo in Ucraina.

Qualcuno sostiene che lo scenario possa essere ipotetico e difficilmente realizzabile per alcuni motivi:

  • I rapporti tra USA e Taiwan sono molto più stretti di quelli che intercorrono tra USA e Ucraina: il Paese del Pacifico è il nono partner commerciale americano, mentre l’Ucraina è solo il sessantasettesimo. Inoltre USA e Taiwan hanno accordi di difesa di lunga data: nel Taiwan Relactions Act del 1979 gli USA si impegnavano a supportare il movimento indipendentista di Taiwan, anche se non prendevano posizioni troppo nette in merito a eventuali aiuti militari: di certo, comunque, gli americani sarebbero molto più propensi a intervenire se Taiwan fosse attaccata, mentre hanno ribadito più volte di non voler inviare truppe in Ucraina. 
  • Il contesto geografico è completamente diverso: l’invasione non potrebbe basarsi su mezzi di terra come in Ucraina bensì via mare, e la Cina in questo campo non è molto potente; Taiwan così sarebbe avvantaggiata in termini difensivi; 
  • Il ruolo dell’isola nell’economia mondiale è imparagonabile a quello ucraino: Taiwan oltre a essere un partner commerciale importantissimo per gli USA è leader mondiale nella produzione di semiconduttori. L’Ucraina ha una posizione più modesta nel contesto economico internazionale, essendo rilevante solo per la produzione di grano

Nello scenario attuale Pechino si trova in una posizione scomoda: non vuole inimicarsi la Russia che rappresenta per la Cina una sponda in politica estera e con la quale esistono comuni interessi economici, e nello stesso tempo evita di prendere posizioni esplicite sul principio di sovranità nazionale proprio per la questione di Taiwan.

Nel frattempo Taiwan sta consolidando, presso il suo popolo, l’identità nazionale con il proposito di catalizzare l’opinione pubblica contro i propositi di riunificazione della Cina e scongiurare l’idea di un’annessione volontaria. Per ora, a quanto pare, l’isola fa molta gola alla Cina, eppure non sembrano profilarsi rischi nel breve e medio periodo.



 Commenti (2)
Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.
  1. olakaza, Perm' (Permskaya Oblast)
    La Russia non ha bisogno dell'Ucraina, del suo territorio. La Russia ha molto del suo territorio. In Ucraina c'era una minaccia militare alla Russia. La Russia è stata costretta a difendere città come Donetsk e Luhansk.
  2. sottileconfine, Roma (Lazio)
    UN articolo di geopolitica inaspettato da, ma evidentemente la drammatica attualità "invade" ambiti ai quali normalmente è estranea. Comunque si, Taiwan è nel mirino cinese almeno da quando il protettorato inglese è scaduto(1947) e il reticolo di quel mirino è diventato oggi, dopo i fatti in Ucraina, sempre più nitido. Putin, ancorché isolato sul fronte occidentale, prima dell'invasione si è creato un cordone diplomatico intorno a lui, rafforzato in primo luogo dalla Cina: in cambio di cosa? In primis proprio di Taiwan e in questo senso va letta l'astensione cinese(insieme ad altri 34 Paesi, tra i quali India e Pakistan, potenze demografiche e nucleari, nonchè emergenti sul piano economico) sulla risoluzione ONU del 2 marzo, di condanna dell'aggressione russa. Persino Israele è stato lì lì dall'astenersi, considerato l'aiuto militare russo ricevuto in Siria in chiave antiDaesc. Lo scacchiere internazionale è ben più complesso di quanto un isolamento russo dato per acquisito lasci credere


Consigli utili Condizioni d'uso Privacy policy Cookie policy Contattaci