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Litigare per sentirsi più vicini?
In alcune coppie il litigio è visto come la via principale di comunicazione ed è utilizzato per esprimere un inconfessato bisogno di attenzioni. Quindi, è importante capire che cosa dà inizio ai litigi, quando sono frequenti, per poterli trasformare in discussioni più costruttive.

In coppia discutere è normale, anzi, è auspicabile. Quando un rapporto è molto stretto, come nel caso di una relazione romantica, le discussioni possono sorgere spontaneamente in qualsiasi momento. Se ciò non accade (ed esistono, le coppie che non litigano mai) di solito non è un buon segno: significa che uno dei due partner sta assumendo il ruolo di “succube” e accetta passivamente tutto ciò che gli viene proposto per paura di perdere l’altro. Quindi, il rapporto in questo caso è disallineato. 

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Il litigio o, per meglio dire, la discussione, è un momento democratico per la coppia: se c’è ed è agito bene, cioè senza infliggere umiliazioni o mancare di rispetto, è un momento creativo in grado di predisporre il terreno per il raggiungimento di nuovi traguardi. E soprattutto, indica che il confronto è paritario e ciascuno si sente in diritto di esprimere e difendere un’opinione. 

Ci sono però dei casi in cui il litigio non sembrerebbe essere necessario, ma invece è ricercato a tutti i costi: come mai? 

La verità è che alcune persone traspongono nella ricerca del conflitto la propria brama di attenzioni; ricercano il punto di rottura solo per avere l’occasione di fare la pace, ricucendo il rapporto e ricevendo la consolazione che cercano. Vivono così in un’alternanza di adrenalina e di dopamina, di emozioni che scuotono ed emozioni che consolano, senza riuscire a trovare un equilibrio vero e proprio. Litigare significa sempre comunicare, e in questo caso il “non detto” conta molto di più di quanto le parole possano esprimere. 

In questo senso possiamo dire che certe coppie cercano il litigio solo per potersi sentire più vicine. 

A questo punto è meglio operare una distinzione tra litigio e discussione: se quest’ultima richiama alla mente un sano confronto di idee, il primo termine evoca un’idea ben diversa. Spesso nel litigio trasponiamo una massa di emozioni che non sappiamo esprimere altrimenti e che ben poco hanno a che fare con l’oggetto del contendere. Il litigio sembra essere un modo di dire al partner: “Ehi! Ho tanto bisogno di te!”

Dobbiamo renderci conto, però, che è ben difficile riuscire a far passare realmente i propri bisogni attraverso il litigio. Imparare, quando si ha bisogno di qualcosa, semplicemente a chiederlo chiaramente non è facile, ma rappresenta la migliore via d’uscita da questa spinosa situazione. Imparare a domandare un abbraccio, un momento di coccole, un aiuto è il modo più efficace per ottenere ciò che si desidera. 

Il punto, però, è anche riuscire a interpretare le proprie esigenze, non solo comunicarle agli altri. Una persona che dà spesso inizio a litigi per ottenere attenzioni non è detto che sia cosciente del meccanismo che la governa, probabilmente appreso nell’infanzia. Di qui la necessità di ascoltarsi, di porsi delle domande e di identificare il vero motivo per cui tanto spesso ci si affida al dialogo rabbioso al posto del dialogo logico, disteso e costruttivo.



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