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Paura dell’abbandono: la trappola emotiva che danneggia le relazioni
Per evitare di cadere in pseudo-soluzioni controproducenti è importante riconoscere quando abbiamo paura di essere lasciati e imparare a gestirla in modo efficace.

La paura dell’abbandono è definita dalla psicologa Cristina Mencacci come una “trappola emotiva” nella quale si può rimanere incastrati e da cui è urgente sapersi liberare. Chi è vittima di questa paura tende a considerare i rapporti come qualcosa di precario, costantemente minacciato dalle circostanze, mai sicuro e sempre sul punto di rompersi. E così, anche se ha accanto una persona innamorata, sensibile e accogliente, chi è terrorizzato dall’abbandono continua a dire dentro di sé: “tanto lo so che presto mi lascerai”

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Il problema è che questa paura, come tante altre, non si limita a una serie di cattivi pensieri che restano chiusi dentro la mente ma, troppo spesso, produce amare realtà. Mai sentito dire che chi ha paura di una cosa, inconsciamente, crea le condizioni perché quella cosa accada? Secondo la psicologia, in certi casi, è davvero così. 

La psicologia definisce queste azioni irrazionali e autosabotanti come “pseudo-soluzioni”. Chi ha paura di essere abbandonato adotta dei comportamenti che crede lo aiuteranno a evitare l’allontanamento del partner, ma che invece lo esaspereranno e produrranno in lui proprio il desiderio di andarsene. 

La trappola emotiva legata alla paura dell’abbandono e alle pseudo-soluzioni per evitarlo può scattare in qualsiasi momento, sia nelle coppie “giovani” che in quelle che stanno insieme da più tempo. Le circostanze principali che attivano la paura sono: 

  • Un allontanamento breve, come quando il partner parte per lavoro o esce una sera con i propri amici
  • La mancata o ritardata risposta a un messaggio o una chiamata
  • Quando il partner decide di dedicarsi a un nuovo hobby
  • Quando il partner appare distratto o meno affettuoso rispetto ai propri desideri
  • Quando il partner ha amici o amiche con i quali sembra si trovi particolarmente a proprio agio 

Tutte queste circostanze innescano un ciclo di pensieri chiamato da  Cristina Mencacci “ansia-dolore-rabbia”. La prima reazione a uno di questi scenari, per chi ha una forte paura dell’abbandono, è infatti l’ansia. Il pensiero dominante è: “si sta allontanando da me e io sono perduto/a”. All’ansia segue la tristezza, uno stato di dolore psicofisico. Ma l’atteggiamento più comune quando la coppia si ricompone e il partner torna è, purtroppo, l’aggressività. La persona terrorizzata dall’abbandono tende infatti a incolpare il partner per avere provocato in lei ansia e dolore allontanandosi. Quando questo ciclo inevitabilmente si ripete, ecco che il partner inizia a coltivare il desiderio di allontanarsi veramente e lo fa, approfondendo ancora di più la ferita che il fobico dell’abbandono porta dentro di sé. 

La paura dell’abbandono si può superare? Essendo una paura radicata che ha origine nella prima infanzia e va a toccare corde molto profonde, non è possibile estirparla totalmente. Grazie a un lavoro su di sé, anche con l’aiuto di uno psicoterapeuta, è però possibile conoscerla e gestirla. La consapevolezza di sé può fare davvero molto per migliorare vita e relazioni.



 Commenti (2)
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  1. ursula711, Legnago (Veneto)
    Spiega molto bene ma non si sofferma più di tanto sulle possibili strategie di soluzione al contrario dei precedenti articoli
  2. patty7777, Milano (Lombardia)
    In effetti riconosco questi sintomi ma ho paura be nulla di che


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