David Pollay, nel libro Come smaltire la spazzatura emotiva, ci dà alcuni consigli per evitare che le persone tossiche rovinino la nostra vita.
Ti svegli al mattino, in una bella giornata di sole, magari prendendoti quei cinque minuti in più per fare una buona colazione. Oggi ti senti proprio in forma, e nemmeno sai perché, ma sei felice. Sei convinto che questa tua giornata sarà assolutamente positiva. Ti dai una sciacquata, ti ravvivi i capelli, esci per le tue faccende.
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E all'improvviso ecco arrivare lui, il guastafeste, il vomita-sentenze, il polemico nato, il frustrato; sia quel che sia, eccolo, è lui, lo riconosci: hai incontrato il rovina-giornate e la tua mattinata, partita con un piede più che giusto, già inizia a zoppicare preludendo a un pomeriggio frustrante e una serata ancor peggiore.
Come evitare che questo accada?
Di questo problema si è occupato lo scrittore David Pollay, in un libro dal titolo Come smaltire la spazzatura emotiva. Lo scrittore paragona le persone negative, i rovina-giornate che abbiamo prima nominato, a dei camion pieni di spazzatura che non attendono altro che un terreno favorevole sul quale scaricare la loro immondizia (ossia: la loro negatività).
Per consigli pratici più approfonditi rimandiamo chi volesse alla lettura del libro, ma descriviamo intanto in sintesi gli otto passaggi che Pollay suggerisce per liberarsi dal carico di negatività evitando così di lasciare che le nostre giornate vengano rovinate.
- Quando vedi un "camion della spazzatura" fa sì che ti passi accanto ma che non arrivi a sfiorarti.
- Dopo aver evitato il famigerato tocco, impegnati in azioni volte a far sì che il "camion" non si fermi e passi oltre.
- Non diventare un cestino dei rifiuti, nemmeno per chi è per te un caro amico.
- La spazzatura esiste, inutile negarlo: fai quanto è in tuo potere per aiutare a scaricarla su un terreno neutro, senza che sporchi qualcuno.
- Hai deciso di non diventare cestino o discarica della spazzatura altrui: onora questo tuo impegno, anche quando è difficile.
- Allontanati dalle zone di smaltimento rifiuti e avvicinati a quelle della pulizia e della gratitudine (anche cambiando amicizie).
- Fa che la tua casa sia zona di "divieto di scarico".
- Fa che il tuo posto di lavoro sia zona di "divieto di scarico".
Questi impegni astratti devono trasformarsi in azioni concrete ben precise volte ad assicurare a te, al tuo partner, alla tua famiglia e ai tuoi colleghi un'aria più "salubre" possibile. Allontanare le persone tossiche non è sempre facile e farlo senza arrabbiarsi è la vera sfida, perché è proprio l'alterazione emotiva che subiamo per colpa loro che rovina davvero le nostre giornate.
Un lavoro non facile dunque, che deve partire prima di tutto dalla presa di coscienza che il mondo è pieno di "spazzatura" e che è compito di ciascuno di noi fare in modo di smaltirla, non di alimentarla. Talvolta la necessità ci spinge a convivere con persone tossiche (il caso emblematico sono i luoghi di lavoro) ma occorre ricordare che la nostra felicità e la nostra salute mentale non hanno prezzo e non meritano di essere rovinate.