Una “prosecuzione” della sessualità di coppia nell'era digitale o una dipendenza vera e propria?
Si sa, con l’utilizzo sempre più massiccio di internet, non solo è cambiato
il modo di lavorare, di informarsi, di comunicare, ma è modificata anche la
modalità di entrare in relazione, anche quando si parla di sesso.
Con il termine Cyber-Sex, dall’inglese “sex”, sesso e “Cybernetic”, cibernetico, ci si riferisce, infatti,
all’attività sessuale praticata attraverso le reti telematiche o con
gli strumenti della realtà virtuale.
Mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche e telematiche, i
partecipanti mettono in atto una serie di comportamenti in cui simulano di avere rapporti sessuali reali, descrivendo e
rispondendo ai loro partner in forma prevalentemente scritta, stimolando le proprie
fantasie sessuali ed esprimendo le proprie sensazioni ed emozioni.
Può essere anche utilizzato all’interno di rapporti intimi già esistenti,
ad esempio tra persone che sono separate da un punto di vista geografico,
ma comunque sentimentalmente legate, determinando così una prosecuzione della sessualità di coppia.
Il Cyber-Sex può essere effettuato tramite l’invio di messaggi con contenuti
espliciti; vengono infatti espresse fantasie erotiche o descritti desideri
e richieste sessuali rivolte al proprio interlocutore. La messaggistica può
essere effettuata in tempo reale, attraverso l’utilizzo di chat, o appositi
siti di incontri e in alcuni casi, il ricorso al Cyber-Sex può essere
completato dall’utilizzo di una webcam.
Nella sua variante psicopatologica, si parla di Cybersexual Addiction, per intendere l’utilizzo compulsivo
di internet da parte di un soggetto per trovare un/a partner o materiale
erotico, fino a considerare l’eccitazione che ne deriva come unica e primaria forma di gratificazione sessuale,
andando così a ridurre l’investimento sul partner reale.
Esiste una distinzione tra la ChatSex Addiction e la CyberPorn Addiction: nel primo caso, la ChatSex Addiction
(dipendenza da chat erotiche) avviene su un piano relazionale, in quanto le
fantasie erotiche vengono scambiate in maniera simultanea con un’altra
persona. Viene comunque a mancare il contatto emotivo e reale tra i due
soggetti e di conseguenza si manifesta un bisogno continuo di ricorrere ad
internet per motivi sessuali.
La CyberPorn Addiction, invece, è una pratica in cui ci si ritrova da soli,
in quanto la fantasia sessuale si nutre di immagini stereotipate legate al
mondo della pornografia. Si manifesta un continuo bisogno di ottenere il
piacere sessuale attraverso la visione di filmati o spezzoni pornografici,
a cui spesso segue un’attività autoerotica di tipo compulsivo.
Cosa può spingere a preferire le relazioni virtuali a quelle reali?
È chiaro come la relazione virtuale abbia evidentemente caratteristiche
differenti da quella reale, in quanto quest’ultima implica necessariamente
un incontro, un confronto, maggiori aspettative, maggiore paura di deludere
o di essere delusi, maggiore esposizione al giudizio dell’altro e un flusso
di emozioni più coinvolgenti, a partire dallo stesso contatto tra corpi.
Nella relazione virtuale invece, grazie alla distanza e all’anonimato, è
possibile esercitare maggiore controllo, maggiore libertà di scegliere o di
andarsene, maggiore libertà di fare azioni (o prestazioni sessuali in
questo caso) che non faremmo mai nella vita reale.
L’attenzione è convogliata più sul proprio piacere sessuale che sull’altro
e su come si sta in relazione con lui e in qualche modo la pratica sessuale
viene completamente scissa dalla persona che la esercita: la prestazione
dell’altro serve a procurare eccitazione e piacere sessuale, a prescindere
da chi la eroga, che avvenga in diretta o in differita. Nel virtuale,
inoltre, ci sono le immagini e, come si sa, esse esercitano un potere
straordinario nella nostra mente e nei nostri comportamenti.
Il sesso virtuale, inoltre, può proteggere dalla paura dell'altro, dal
timore di esporsi, dall'ansia di non essere accettati per quello che si è,
dalla preoccupazione del confronto e del giudizio, dalla paura di rimanere
soli o di esprimere i propri desideri e i propri bisogni.
Quando si può parlare di dipendenza patologica
La dipendenza da attività sessuali virtuali, definita cybersexual addiction, ha luogo quando la persona ricerca
e utilizza il materiale erotico disponibile sul web in modo sempre più compulsivo, fino a considerare
queste pratiche la principale e,talvolta unica, fonte di gratificazione sessuale .
La conseguenza di tutto ciò sono molteplici:
• un sempre maggiore isolamento del soggetto;
• un graduale disinvestimento sul partner reale;
• la presenza di sentimenti di colpa e vergogna sempre più pervasivi, che
contribuiscono ulteriormente all’isolamento sociale della persona che entra
così in un circolo vizioso.
Alla luce di tutto ciò, il Cyber-Sex, se da un lato può apparire come
modalità alternativa per trasgredire, giocare eroticamente, parlare di
sesso, dall’altro può configurarsi come una vera e propria patologia che
avrà ripercussioni sulla vita reale: non solo si perde e muta il senso
della sessualità vera e propria, ma si manifesta un isolamento che,
riversandosi sull’entourage sociale del soggetto, avrà ripercussioni
negative in ambito relazionale e a volte anche lavorativo.