Io faccio la mia parte, “Ognuno nel suo piccolo, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa”
Mai come in questi giorni, per il particolare momento storico che stiamo
vivendo alle prese con il Covid-19, l'antica favola del Colibrì può
servirci da stimolo.
La storia è abbastanza nota, appartiene ad un ciclo di antiche favole
africane e, come tutte le favole, include ovviamente una morale.
Si narra che un giorno come tanti, in una foresta africana, per
l’eccessiva calura scoppia, all’improvviso, un incendio. Di fronte
all'avanzare delle fiamme, tutti gli abitanti, terrorizzati come non
mai prima, leone in testa, che pomposamente si fregia del titolo di “re”, si danno subito alla
fuga, pur di non correre il rischio di morire arrostiti tra le fiamme.
Mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà, leone, zebre,
elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri animali discutevano
animatamente sul da farsi.
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L’unico a non fuggire è un piccolo colibrì
che in volo, con una goccia d’acqua nel suo becco, non solo non si
allontana ma penetra all’interno della fitta vegetazione, con l’intento
di riuscire a spegnere il fuoco che divampa. Il fuoco non se ne accorse
neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento. Il colibrì, però, non si perse d'animo e continuò a tuffarsi per
raccogliere ogni volta una piccola goccia d'acqua che lasciava cadere
sulle fiamme.
Il leone allora che, di lontano, intanto osserva la scena, si rivolge
con sarcasmo baldanzoso all’uccello e gli dice: "Cosa stai facendo?"
“Ma cosa credi di fare? Non vedi che la foresta sta bruciando?”.
L'uccellino gli rispose: "Cerco di spegnere l'incendio!".
Il leone si mise a ridere: "Tu così piccolo pretendi di fermare le
fiamme?" . E assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo
in giro.
Ma l'uccellino, incurante delle risate e delle critiche, rispose: "Faccio la mia parte".
In questa favola, tutti gli animali fuggono dall’incendio e preferiscono
arrendersi, tranne uno: il colibrì.
É un eroe solitario, che si prodiga in uno sforzo che sembra apparentemente inutile
all’inizio, ma poi genera imitazione, solidarietà, risultati.
Crede nelle sue forze, anche quando gli altri animali lo deridono e gli chiedono a cosa possano
servire i suoi tentativi.
Volontà, tenacia, fiducia in sé sono i principali valori del colibrì, gli stessi che animano ed hanno
animato tanti altri “colibrì” che, nella realtà, si sono battuti
contro altri incendi, spesso lasciati soli e derisi nel tentativo di
spegnere le fiamme. Per domarle hanno sacrificato anche la loro vita.
Eroi conosciuti, sconosciuti, uomini e donne ordinari e straordinari che
hanno scelto di battersi perché credevano – credono fermamente nei loro
valori, energia e bussola del loro volo. Sanno che i loro sforzi, da soli,
non basteranno a spegnere l’incendio eppure si ostinano a prendere delle
gocce d’acqua per lanciarle sul bosco. I loro sforzi verranno imitati. Sono
animati da una forza interiore che li sostiene anche quando sono
disorientati per il fatto di essere soli. Ogni loro azione è una piccola azione che ne genera altre.
Anche ciascuno di noi allora, come il colibrì, può nel suo piccolo “fare la
sua parte”: rispettando ciò che ci viene richiesto di fare dalle Autorità,
regalando un sorriso a chi sta piangendo, una speranza a chi è nel
tormento, un attimo di serenità.
Non serve lasciarsi atterrire e atterrare da pensieri negativi, ma è
necessario serbare la fiducia, credere che tutti insieme possiamo farcela,
mantenendo saldo il rispetto verso noi stessi e verso il prossimo.
A nessuno di noi è richiesto di essere un super eroe, ma tutti dobbiamo
sentirci coinvolti, proprio come diceva Borsellino, il magistrato italiano vittima di Cosa Nostra: “Ognuno nel suo piccolo, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa”.