Nirvam home page
Area personaleChatRicercaEsci
Mio Profilo|Mia Area Riservata|Mio Partner Ideale|Miei Avvisi|Mio Account
 Messaggi ricevuti 
 Messaggi inviati
 Messaggi cancellati
 Scrivi un messaggio
 Articoli 
 Visite al mio profilo 
 Richieste Chat 
 Mi hanno votato 
 Sono loro amico 
 Ho votato per loro
 I miei amici
 Lista nera
Mia area
 Attendono accesso 
 Ho autorizzato
 Ho negato accesso
Aree altri utenti
 Attendo accesso da...
 Sono autorizzato da... 
 Autorizzazioni negate 
Magazine
Registrazione richiesta
Per votare o inserire commenti è necessario registrarsi a Nirvam
La sindrome di Peter Pan e l'incapacità di impegnarsi
La neotenia psichica, o sindrome di Peter Pan, è uno schema mentale presente soprattutto negli uomini e che dà luogo, in campo affettivo, a relazioni "deboli".

Tutti ricordiamo il ragazzino vestito di verde che, tra libri e cartoni animati, ha plasmato parte del nostro immaginario infantile: Peter Pan.

Link sponsorizzato

Il personaggio del bambino che non vuole crescere poteva affascinarci molto quando eravamo piccoli, portandoci a condividere la sua repulsione per l'età adulta e il desiderio esclusivo di divertirsi e giocare. Peccato che, poi, alcune persone sono davvero rimaste così: adulte nel corpo ma non nell'anima, o meglio, insofferenti a tutto ciò che è conseguenza dell'età adulta come lavoro, impegni, promesse da rispettare, generici doveri.

La sindrome di Peter Pan, una condizione mentale che gli psicologi chiamano più scientificamente neotenia psichica, è stata accuratamente descritta nel 1983 in un fortunato libro di Dan Kiley, intitolato appunto The Peter Pan Syndrome: Men Who Have Never Grown Up. Teniamo a precisare che non si tratta in alcun modo di un disturbo mentale, ma di una predisposizione a continuare schemi mentali tipici della fanciullezza e a evitare accuratamente impegni e responsabilità.

Come riconoscere questi impenitenti Peter Pan? Ecco alcune caratteristiche tipiche:

  • Rifiuto dell'impegno nelle relazioni: questo è uno degli aspetti che saltano maggiormente all'occhio. Il nostro eterno ragazzino desidera amare ed essere amato ma rifugge da qualsiasi evento che implichi o richiami l'idea dell'impegno nei confronti della sua compagna. Ci sarà sempre un confine oltre il quale non desidererà spingersi; difficile che accetti di convivere o sposarsi. 
  • È un perfezionista.
  • Ha un concetto molto ampio di libertà: sostiene continuamente di non voler negoziare la propria libertà, ma a volte confonde la libertà con l'assenza di responsabilità. 
  • Può avere atteggiamenti manipolatori: anche inconsapevoli. Nell'uomo- Peter Pan convivono un grande fascino, che lo rende molto attraente, e un cumulo di freni e di inerzie che lo portano a negare le sue stesse spinte vitali, privandone anche gli altri. 
  • È terrorizzato dai cambiamenti: tende a trovare delle scuse pur di non modificare la situazione in cui si trova, anche se questa è spiacevole o gli richiede molti sforzi. 
  • È capriccioso e sente potentemente il fascino degli oggetti. Riesce a sviluppare un rapporto molto forte con essi, simile a quello dei bambini nei confronti dei giocattoli. 

Si pensa che il senso di repulsione per l'impegno sia correlato a una incapacità di gestire i propri sensi di colpa. In altre parole, i Peter Pan avrebbero un rapporto non sano con il tema della colpa, per la quale non si perdonano e dalla quale si sentono minacciati. Il primo passo per cambiare, dunque, sta nell'affrontare i sensi di colpa che provengono dal passato per liberarsene. Un altro tema importante su cui lavorare, se vi riconoscete nel ritratto dei Peter Pan, è il terrore per l'ignoto, associato alla paura del cambiamento. Anche questa paura, come i sensi di colpa, ha origine nel periodo dell'infanzia ed è spesso collegata al timore di deludere la propria famiglia arrecando dispiacere ai genitori.

Avere il coraggio di essere adulti implica il superamento di queste zavorre e l'accettazione dei rischi della vita, incluso quello di puntare tutto sulla persona sbagliata, o di fare involontariamente del male al proprio partner.

Riconoscere che abbandonare i partner appena iniziano a profilarsi storie serie non è la scelta più funzionale e che, nell'illusione della sicurezza, porta in realtà vuoto e gelo, è il primo passo.



 Commenti (6)
Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.
  1. dani_elle, Ferrara (Emilia Romagna)
    Ho conosciuto da poco e frequentato pochissimo un uomo molto affascinante proprio qui su questo sito.. Ma ho parecchi punti interrogativi che una ridottissima frequentazione imposta da l Covid non aiuta a risovere. Temo ci sia una forte componente di Peterpanismo!
  2. baula, Viterbo (Lazio)
    Sto con una persona che dopo 7 anni ... ci siamo lasciati xche nn voleva fare i passi. Poi dopo 10 anni mi ha ricercato sono 3 anni che ristiamo insieme ed è la stessa identica cosa nn vuole saperne siamo in crisi e lo sto x lasciare nn lo sopporto più
  3. aliasvince, Agira (Sicilia)
    In un certo senso, mi ci ritrovo, non dell'infanzia, ma dopo aver perso la mia donna (deceduta) avvicinò e mi ci allontanò poco dopo.
  4. coucou990, ROQUEBRUNE CAP MARTIN (Provence-Alpes-Côte d'Azur)
    Je le connais et je le refuse
  5. fioridilavanda, Bari (Puglia)
    E quindi, una volta riconosciuto il problema della sindrome di Peter Pan nel proprio partner, cosa bisogna fare?
    matisol51, Roma (Lazio)
    Mollarlo


Consigli utili Condizioni d'uso Privacy policy Cookie policy Contattaci