L'amore nasce e (a volte) muore: come possiamo capire che sta avvenendo? Quali sono i segnali?
Non dobbiamo essere ingenui: non tutti gli amori sono eterni. A una fase di innamoramento che va dai sei mesi a tre anni succede, inevitabilmente, un cambio di fase: quello che per alcuni diviene il vero amore, quello profondo ed eterno, ma che in altre circostanze si trasforma semplicemente in una fase discendente, nella perdita del sentimento.
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È molto importante, per una coppia, saper riconoscere quando l'amore sta finendo. Talvolta, infatti, si evita di guardare in faccia la realtà e si tenta di conservare ciò che si sta perdendo, in modo non attivo e creativo ma miope e dunque inutile. Solo prendendo coscienza di ciò che si sta vivendo è possibile adottare le necessarie contromisure e salvare il rapporto o reinnamorarsi.
La fine dell'amore può dipendere da tanti fattori, che vanno dalle incongruenze caratteriali alle attese tradite, dal poco tempo a disposizione alla noia della monotonia, dal tradimento o dalla malattia.
Alcuni psicologi sostengono che, quando l'amore si va perdendo, si iniziano ad attuare dei comportamenti consci o inconsci che possono costituire il segnale visibile del processo in atto. Ecco quali sono questi segnali:
- Quando arriva il partner non si prova più quella ilarità che prima si avvertiva.
- Si inizia a fantasticare su altre persone e si immagina di tradire. Il tradimento immaginario può anche essere, in alcuni casi, concretizzato fisicamente e farsi reale.
- Si trascurano i bisogni del partner in ambito sessuale, monetario, domestico.
- Si sperimenta una riduzione del contatto fisico reciproco.
- Piccoli errori e mancanze da parte del partner stimolano una esagerata irritazione.
- Iniziare a vedere il partner sotto una cattiva luce, esaltandone le negatività a discapito dei pregi. La condivisione reciproca delle esperienze inizia a concentrarsi sugli episodi negativi più che sui positivi.
- Riduzione del desiderio o rifiuto dell'intimità.
- Si cura meno la propria igiene personale e ci si occupa meno del proprio aspetto.
- Sensazioni di noia, ansia o depressione.
Chiaramente queste manifestazioni vanno valutate con coscienza e non vanno confuse con episodi di depressione individuale o con momenti di stress dovuti ad altre cause.
La perdita dell'amore stessa non sempre avviene in modo graduale e non sempre si attua completamente. Essa può essere infatti sia cosciente che incosciente, oppure soltanto razionale: in questo caso, se permane un forte desiderio, si farà fatica a recidere la relazione perché potenti forze inconscie tenderanno a riportare sempre l'attrazione sul partner. Va forse meglio a coloro i quali sperimentano questa perdita in una dimensione prevalentemente inconscia, mentre la loro dimensione razionale li porta a volere comunque continuare la relazione: in questo caso, probabilmente, è più facile compiere quella evoluzione che trasformerà l'innamoramento in amore a lungo termine.
Quale che sia il vostro caso, cercate di ammettere onestamente, all'apparire dei sintomi, che l'amore sta finendo: questo processo non è sempre irreversibile e con tanta volontà e collaborazione è possibile anche invertire la tendenza, o rendere la separazione meno dolorosa razionalizzando e condividendo apertamente i processi sotterranei del cuore.