La violenza nella coppia è una materia complessa, ancor oggi non conosciuta per tutto dalla massa, e che merita un approfondimento e un avvertimento.
Dire che una persona è aggressiva con il partner fa pensare quasi sempre alla violenza fisica, perché è la forma più evidente e a volte pericolosa per la vita. Ma in una relazione può esserci una violazione dell’integrità e della sicurezza anche quando nessuno viene colpito, e in alcuni casi è proprio questo a rendere più difficile capire che c'è un problema.
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Le principali forme riconosciute di violenza domestica, tutte gravi, sono quella psicologica, quella fisica e quella sessuale. Approfondiamole per capirle meglio.
- Aggressività psicologica
La violenza psicologica inizia spesso come gelosia patologica con manie di controllo, ma ha tante altre manifestazioni. Ad esempio può consistere in insulti e umiliazioni, ma anche in minacce, intimidazioni e tentativi di limitare la libertà del partner dal punto di vista pratico, emotivo o economico.
Spesso si parla di aggressività psicologica quando volano parole forti, ma questo elemento non basta da solo: la vera differenza sta in quanto queste parole intimidiscano e sottomettano, facendo temere ritorsioni gravi o “semplicemente” distruggendo autostima, speranza ed equilibrio psicologico.
- Aggressività fisica
Spingere, schiaffeggiare, prendere per un braccio con forza, dare un calcio o un pugno sono esempi classici di violenza fisica, che è grave anche quando non lascia ferite visibili. Ma in questo tipo di violenza non sono compresi soltanto i gesti rivolti direttamente al corpo dell’altro: anche rompere oggetti, bloccare una porta o impedire fisicamente al partner di andarsene rappresentano forme di intimidazione fisica. Il significato di un episodio, quindi, non dipende soltanto dal fatto che qualcuno sia stato colpito.
- Aggressività sessuale
Un concetto che ha impiegato centinaia di anni per essere assimilato dalla società è che il consenso, in una coppia, va sempre rinegoziato e costringere il partner ad avere un rapporto è uno stupro vero e proprio.
Anche qui la forza fisica non è l'unica possibilità. Ci possono essere minacce, pressioni insistenti o altre forme di coercizione. Sottolineiamo anche la violenza della “coercizione riproduttiva”, che può manifestarsi sabotando la contraccezione o imponendo una gravidanza.
Nella vita reale, purtroppo, le categorie in cui abbiamo distinto le forme di violenza non sono sempre rigide e possono sovrapporsi. La violenza psicologica, in particolar modo, accompagna spesso le altre forme di aggressione.
Non tutte le relazioni violente presentano le stesse caratteristiche: uno studio basato sui dati del WHO Multi-Country Study on Women's Health and Domestic Violence ha esaminato proprio la presenza combinata di violenza psicologica, fisica e sessuale. Secondo questo report, le diverse forme sono associate a conseguenze negative sulla salute della vittima e, quando se ne sommano più di una, gli esiti risultano complessivamente peggiori.
A volte le violenze intime e fisiche non vengono denunciate per la difficoltà nel portare prove, per paura o per ignoranza, come nel caso dello stupro coniugale. La più difficile da sanzionare, però, è la forma di violenza più diffusa, ossia quella psicologica, che non sempre si trasforma in un reato vero e proprio ma può rivelarsi devastante per la salute mentale.
Il miglior consiglio che si può dare per tutelarsi è non aspettare che i segnali di violenza evolvano. La prima aggressione, qualsiasi forma assuma, deve anche essere l’ultima. Non accettate promesse di cambiamento che potrebbero non arrivare: mettetevi al sicuro, anche se speravate di costruire una vita con questa persona, anche se siete ancora nell’euforia dell’innamoramento e pensate che sia solo un incidente. Troppo spesso non lo è.