Alcuni vedono il secondo matrimonio come un progetto “triste”, quasi un ripiego, mentre altri pensano che sia il “vero sì”. Si può capire chi ha ragione oppure no?
C'è una convinzione abbastanza diffusa secondo cui il primo matrimonio sarebbe quello "vero", mentre il secondo arriverebbe dopo un fallimento, con qualche ferita in più, e sarebbe di un “sì” più dimesso. Qualcun altro, all’opposto, sostiene che il secondo matrimonio sia decisamente meglio del primo e destinato a durare per sempre.
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Quando si guarda alla soddisfazione coniugale, gli studi contrastano tra loro. C’è chi ritiene che il secondo matrimonio sia davvero più sereno e chi non rileva differenze sostanziali. Il numero di volte in cui ci si sposa non sembra essere una buona scorciatoia per prevedere quanto sarà felice una coppia.
Quello che c’è da dire è che le seconde nozze, abbastanza rare decenni fa, sono oggi comuni.
Secondo l'ultimo rapporto dell'Istat disponibile, nel 2024 sono stati celebrati in Italia 42.784 matrimoni in cui almeno uno dei due sposi aveva già avuto un matrimonio alle spalle. Sono il 24,7% di tutti i matrimoni celebrati nell'anno. Nel 2023 erano stati 44.320, il valore più alto mai registrato. Quindi quasi una coppia su quattro che si è sposata nel 2024 non era al primo matrimonio per entrambi.
Il fenomeno è legato anche all'aumento delle separazioni e dei divorzi e alla possibilità di ricominciare una vita di coppia dopo la fine di un matrimonio precedente. Ma questo ci dice qualcosa sulla diffusione delle seconde nozze, non sulla loro qualità.
C’è qualcosa che rende plausibile l'idea di un "secondo matrimonio migliore"? E cos’è?
Diciamo che chi si risposa ha già attraversato almeno una relazione matrimoniale importante, quindi può avere una conoscenza più concreta di ciò che vuole e di ciò che non vuole più. Soprattutto, può avere imparato qualcosa dai propri errori.
Le seconde nozze non sono comunque una garanzia (e perciò gli studi divergono) perché avere avuto un matrimonio precedente non significa automaticamente averlo elaborato. Una persona prima divorziata può arrivare all’altare con maggiore consapevolezza oppure ripetere esattamente gli stessi schemi; può aver capito quali comportamenti non tollera più oppure scegliere inconsapevolmente un partner molto simile al precedente.
E poi, il secondo matrimonio ha problemi tutti suoi. A pesare è soprattutto il lato familiare, quando ci sono figli nati dalle relazioni precedenti. L’equilibrio si fa più complesso e se i ragazzi sono minorenni è necessario mediare con gli ex coniugi, mantenendosi in contatto forzato. Anche i rapporti tra fratellastri possono dare qualche preoccupazione. Non significa che queste famiglie siano meno felici, ma ci sono più elementi da coordinare. Perciò, la ricerca ha trovato in alcuni casi una relazione tra presenza di figli provenienti da unioni precedenti e maggiore difficoltà nella soddisfazione del nuovo matrimonio.
Che dire, infine, sul rischio di divorziare una seconda volta?
I dati longitudinali statunitensi mostrano che, in alcune generazioni, le seconde nozze hanno avuto una probabilità di terminare con un divorzio non inferiore a quella delle prime. Si può arrivare al secondo matrimonio più maturi, ma questo non predice come andrà a finire.
In conclusione, non sappiamo se il secondo matrimonio sia generalmente migliore e anzi, a quanto pare non lo è per definizione. Le variabili sono talmente tante che, almeno finora, trovare una linea comune in milioni di storie complesse è impossibile.
Ciò che rende speciale chi arriva a una seconda unione è la fiducia in se stessi, nell’altro, nell’istituzione del matrimonio e nella vita: anche se si viene da esperienze sgradevoli, riprovarci è un segno di grande ottimismo.