Se alcuni di noi danno risposte immediate ai messaggi, altri lasciano passare ore e ore. È un segnale di disinteresse o c’è dell’altro?
C'è chi risponde a un messaggio dopo trenta secondi e chi impiega mezza giornata. E per chi risponde sempre velocemente, questi ritardi rappresentano un fastidio o addirittura un’offesa. Il pensiero dominante è che chi ignora i messaggi a lungo sia disinteressato all’argomento o al rapporto.
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È comune passare le ore a struggersi davanti a delle spunte blu. Secondo la psicologia, chi aspetta una risposta tende a riempire il silenzio con le proprie interpretazioni, dettate principalmente dall’ansia. A volte l’altro è davvero poco coinvolto. Molto più spesso, però, questa conclusione arriva troppo in fretta ed è motivata da una precisa tendenza psicologica.
Il suo nome è “errore fondamentale di attribuzione”. In pratica, quando osserviamo il comportamento degli altri tendiamo a spiegarlo pensando al loro carattere e molto meno alle circostanze. Se siamo noi a rispondere tardi abbiamo mille giustificazioni: una riunione, una giornata pesante, il telefono in modalità silenziosa, una notifica dimenticata... Ma se lo fa qualcun altro la spiegazione diventa subito personale.
Molti di noi hanno almeno un carissimo amico che risponde molto tardi. Non esiste un unico tipo di rapporto con il telefono. Alcuni si sentono in ansia se non rispondono subito a un messaggio, anche quando sono oggettivamente troppo impegnati, mentre altri si limitano ad aprire WhatsApp due o tre volte al giorno. Altri ancora leggono subito, ma poi si lasciano distrarre e dimenticano di scrivere.
È vero che alcune persone non rispondono per evitare discussioni difficili, per comunicare disinteresse o per manipolare, ma non è il solo ritardo che deve guidare versa questa ipotesi. Un messaggio dopo cinque ore, preso da solo, dice pochissimo, mentre il contesto conta di più.
Indizi precoci di un problema relazionale possono essere i cambiamenti improvvisi: una persona che rispondeva subito smette di colpo. Potrebbe sempre stare passando un brutto periodo, però è lecito farsi qualche domanda. Anche gli incontri dal vivo sono importanti, perché di solito i problemi seri lasciano tracce nel linguaggio non verbale e non si esprimono solo con risposte ritardate.
Alcuni studi psicologici hanno evidenziato che interpretiamo i tempi di risposta anche in base al nostro stile di attaccamento. Chi teme maggiormente il rifiuto può vivere un'attesa come un segnale di disinteresse mentre un'altra persona, davanti allo stesso identico ritardo, potrebbe non attribuirgli alcun significato. Ecco perché rispondere dopo ore per qualcuno non significa fare un torto.
Ricordiamo sempre che lo smartphone ci dà l'impressione che tutti siano sempre disponibili, ma essere “online” non significa essere pronti a conversare. Molte persone preferiscono rispondere quando possono dedicare davvero qualche minuto all'altro invece di scrivere una risposta frettolosa. Nel dubbio, se c’è abbastanza confidenza, è meglio parlarne apertamente.