Quando si inizia una relazione è normale passare sopra ai piccoli dettagli “storti”, ma arriva il momento in cui tutti si chiedono se vale la pena di sognare in grande.
Quando una relazione è agli inizi, una delle domande più comuni è anche una delle più difficili: “Dove sta andando questa storia?”
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Spesso si cerca una risposta osservando singoli comportamenti: scrive tutti i giorni? Mi presenta agli amici? Fa progetti? In realtà nessun gesto, preso isolatamente, è sufficiente a stabilire se una relazione sia davvero destinata a diventare qualcosa di importante. Più che cercare segnali definitivi, infatti, può essere utile porsi domande che aiutano a osservare il rapporto nel suo insieme.
Ve ne presentiamo alcune che possono supportare la riflessione, anche se ovviamente è poi l’aspetto emotivo che governa le vere decisioni.
- C'è spazio per la vulnerabilità?
Le relazioni superficiali tendono a restare in territori sicuri. Si parla di interessi, lavoro, programmi per il weekend… quando una storia inizia a diventare significativa, però, la cosa che davvero conta è la possibilità di mostrarsi anche nei propri aspetti meno perfetti. Lo psicologo John Gottman ha più volte sottolineato come la fiducia si costruisce attraverso piccoli momenti di apertura reciproca e disponibilità emotiva. Questi contano decisamente più delle giornate di grande divertimento che però non sconfinano dalla comfort zone.
- I comportamenti del partner sono coerenti con le sue parole?
Le intenzioni contano, ma nel tempo sono soprattutto i comportamenti a raccontare la qualità di una relazione. È importante osservare se ciò che viene detto trova un riscontro concreto nella realtà quotidiana. Una persona può dichiararsi molto coinvolta, ma se le sue azioni comunicano costantemente altro vale la pena prestare attenzione a questa discrepanza. Esempio “stupido”: promette appuntamenti e poi trova sempre scuse per rimandare? Esempio più serio: si presenta come emotivamente disponibile ma poi non ci si può davvero confidare?
- Esiste curiosità reciproca?
Un motore fondamentale delle relazioni è l’inesauribile curiosità nei confronti dell’altro. Voler scoprire il suo mondo interiore, voler conoscere i suoi pensieri più intimi, voler capire gli cosa piace e cosa non gli piace, cosa può farlo felice… la scoperta reciproca non si ferma mai, perché tutti cambiamo, tutti sviluppiamo pensieri nuovi. Chi non si fa troppe domande sul partner potrebbe non avere intenzioni serie.
- I conflitti possono essere affrontati?
Molti considerano l'assenza di litigi come un segnale positivo, ma la psicologia afferma che le relazioni più sane sono fatte anche di divergenze. La domanda più utile non è se esistano conflitti, ma come vengono gestiti. Se è presente aggressività eccessiva, gaslighting, se c’è paura di esprimersi, se i sensi di colpa fioccano c’è qualcosa che non va.
- Ci si sente liberi di essere se stessi?
A volte una relazione sembra funzionare, ma richiede una continua attività di adattamento: si evitano certi argomenti, si nascondono aspetti di sé, si modifica il proprio comportamento per paura di deludere l'altro. In una certa misura ciò è naturale, perché ogni rapporto umano richiede mediazione. Non significa, però, dover mascherare la propria identità per evitare problemi.
- C'è reciprocità?
Le relazioni raramente sono perfettamente equilibrate in ogni momento. Ci sono periodi in cui uno dà di più e altri in cui riceve maggiore sostegno. Nel complesso, però, entrambe le persone dovrebbero percepire di investire nel rapporto. Se uno rincorre costantemente e l'altro resta sempre in posizione passiva, è difficile costruire un legame davvero stabile.
- Il futuro viene considerato, anche in modo semplice?
Lo sguardo nei confronti del futuro è un indicatore prezioso. Si dovrebbe diffidare da coloro che corrono troppo ma allo stesso tempo piccoli segnali di proiezione futura sono un punto a favore. Se una persona che si conosce da poco propone una vacanza insieme, o semplicemente qualcosa di bello da fare tra qualche mese, immagina e spera che il rapporto avrà una durata.
- Come ci si sente, mediamente, dentro questa relazione?
La valutazione globale che segue tutte queste domande parziali è il punto più importante. Analizzare è positivo, ma arriva sempre il punto in cui si deve fare i conti con il proprio cuore. Qual è l’emozione dominante nel rapporto? Ci si sente al sicuro con l’altra persona? Si sente felicità, o quantomeno serenità, al di là dell’eccitazione sessuale? Si immagina di poter costruire qualcosa di duraturo, anche se l’idea è ancora vaga?