La vita sessuale si evolve, si modifica e si sviluppa per tutta la vita: anche in età avanzata, è la miglior garanzia di salute psicofisica e di benessere: ecco perché
Ci scrive Stefano, un lettore : "Ho 71 anni e con mia moglie vivo ancora
una intensa vita intima. Alcuni miei amici dicono che invece loro hanno
raggiunto “la pace dei sensi” e questo mi fa rabbrividire. Ma è giusto che
dopo una certa età si debba mettere il sesso in soffitta?".
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No, è sbagliato. Anzi è del tutto positivo che Stefano viva un’appagante
vita intima e che la sua vita matrimoniale non sia divenuta la tomba della
passione; lui e sua moglie hanno scoperto e ci hanno svelato un prezioso
segreto:
nella terza età non deve regnare la pace dei sensi, anzi può e deve
essere l’occasione per la coppia per continuare a vivere e
coltivare la propria vita sessuale,
ovviamente non con le stesse modalità e prestazioni dei vent’anni, ma
attraverso un’intimità più complice. Il sesso non è inconciliabile con una
coppia “matura”: sembra invece che ogni nuova generazione ritenga di essere
l’unica ad avere “il diritto” di fare sesso. Del resto, i giovani rimangono
scioccati quando apprendono che i loro genitori hanno "ancora" rapporti
sessuali...
Riserviamo al pregiudizio la pace dei sensi!
Vi sono del resto molti pregiudizi riguardo alla vita di coppia e alla
sessualità nella terza età, non per altro si dice che il matrimonio sia la
tomba della passione, oppure che abbia un “effetto camomilla” sul
desiderio. Secondo il pensiero comune gli anziani dovrebbero essere
“asessuati”, come se l’età spegnesse la passione e l’amore.
Nell’immaginario collettivo la sessualità è vista come prerogativa
dell’adulto bello, sano, affermato socialmente, mentre è negata a tutti
quei soggetti che non rispondono a questi requisiti, come ad esempio gli
anziani e i disabili. Al contrario, terza età non vuol dire appendere il
fascino e la cura di sé al chiodo per dedicarsi a quelle attività
considerate “da pensionati”. Avere più tempo libero è sinonimo di nuove
opportunità.
In età matura si vive una seconda primavera sensoriale e anche se
si hanno meno rapporti sessuali completi è decisamente più alto il
grado di soddisfazione.
La sessualità cresce, cambia e si evolve: da prestazione legata
principalmente alla penetrazione diventa una sessualità addolcita da più
coccole e più intimità d'anime...
Serve avere più tempo e meno pregiudizi
Insomma, l’eros in terza età non deve essere più un tabù ma, come segnalano
medici ed esperti è un toccasana per la salute; gli anziani che conservano
la capacità di trarre piacere dall’eros, mantengono alti i livelli di
salute fisica e mentale. Nella terza età si possono scoprire altre forme di
approccio alla sessualità, diverse da quelle del passato: ad esempio è
possibile assaporare una diversa e soddisfacente intimità, libera da
condizionamenti familiari e sociali, e con più tempo a disposizione per
coltivarla. Il piacere diventa meno genitale, ma migliora la capacità di
linguaggio del corpo con un più attento utilizzo della sensorialità. Per
citare una bellissima frase di Stendhal tratta da “De l’amour”: "Alcuni
sostengono che la vecchiaia, cambiando il nostro organismo, ci rende
incapaci di amare; io non sono affatto d’accordo. La vostra amante,
divenuta intima amica, vi dà altri piaceri, i piaceri del tramonto. Era un
fiore del mattino durante la stagione dei fiori, una rosa, e la sera,
quando non e più il tempo delle rose, diventa un frutto delizioso".