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Il problema di usare i litigi come prova d’amore
La pace dopo un litigio acceso sembra sempre più bella. Per qualcuno diventa una sorta di droga. Ma la dinamica che porta a identificare i conflitti con l’amore non è sana.

I film spesso rappresentano l’amore in modo fuorviante. I protagonisti vivono quasi sempre amori tossici che però vengono idealizzati. A livello di sceneggiatura le tensioni sono fondamentali perché altrimenti la storia non varrebbe la pena di essere raccontata: un film che rappresentasse un amore sano e felice ci renderebbe infinitamente contenti per i protagonisti, ma di fatto ci annoierebbe a morte. Le uniche coppie cinematografiche che possono salvarsi dalla tossicità sono quelle inserite in storie in cui il conflitto è esterno (quando per esempio gli amanti sono vittime di violenze, raggiri, disastri, o quando semplicemente sono comprimari sullo sfondo).

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Perché questa lunga digressione? Perché i film spesso rappresentano una linea di pensiero molto diffusa, nella quale i protagonisti litigano furiosamente per poi lasciarsi andare alla passione, quasi come se il litigio fosse una molla per alimentare l’amore. Ciò genera nella mente ella mente un’equazione: litigare = amare. Ma nella vita reale i litigi troppo frequenti o troppo accesi non sono una prova d’amore, bensì un segnale di problemi più profondi.

Infatti chi usa i conflitti come strumento di affermazione emotiva spesso lo fa per ragioni che nulla hanno a che fare con l’amore autentico. Alcune possibili motivazioni sono:

  • Incertezza personale: il litigio diventa un modo per testare la lealtà dell’altro, quasi come se solo una risposta intensa potesse confermare il sentimento reciproco.
  • Bisogno di controllo: trasformare le discussioni in dimostrazioni d’amore può essere un modo per dominare la narrativa emotiva della relazione.
  • Proiezione di frustrazioni: alcune persone confondono rabbia o stress con passione, e il conflitto diventa il loro unico linguaggio emotivo.

È bene riconoscere che considerare il litigio come prova di amore può avere conseguenze gravi. Non solo alimenta un ciclo di tensioni e incomprensioni, ma può portare a problemi come lo stress emotivo cronico: vivere in costante conflitto, infatti, alla lunga logora psicologicamente. Dato che i litigi sono una sorta di cortina che nasconde i problemi reali, un altro rischio è non risolvere i conflitti di base e portare avanti una comunicazione non sana e non efficace. C’è poi un rischio sociale dato dalla perpetuazione di modelli tossici: i figli o le persone vicine potrebbero interiorizzare che la rabbia è sinonimo di affetto, creando a loro volta dinamiche malsane.

Chiariamoci, una relazione sana non è priva di conflitti, ma in essa il confronto è costruttivo e non distruttivo; entrambi i partner si sentono ascoltati e rispettati; le scuse e il perdono sono praticati sinceramente, senza ricorrere a litigi per confermare l’amore.

Anche quando i film che mettono in scena forti contrasti ci appassionano, dobbiamo ricordarci che l’amore non ha bisogno di drammi continui per essere reale. Una coppia matura sa che la passione si manifesta anche nella complicità, nel rispetto reciproco e nella capacità di risolvere insieme le difficoltà senza trasformarle in battaglie emotive.



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