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Comfort tv: l’abitudine che sta cambiando l’industria dell’intrattenimento
La stragrande maggioranza delle persone agisce attivamente sul proprio smartphone durante la visione di film e programmi. Ciò non è privo di conseguenze.

Guardare un film, una serie o un programma in TV mentre contemporaneamente si “smanetta” con il telefono: chi di noi non lo ha mai fatto? Questo comportamento è più diffuso e strutturale di quanto si pensi e non è di poco conto, anzi! Sta rivoluzionando il mondo dell’intrattenimento.

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Sul multitasking digitale sono stati svolti diversi sondaggi, ultimo dei quali uno firmato da AO. Vediamo un po’ i dati. A guardare il telefono tenendo la TV come sottofondo sono l’88% dei 16-24enni, il 94% dei 25-34enni e il 91% dei 35-44enni. Senza riferirci a fasce d’età determinate e includendo anche persone più grandi, si stima che l’80% del pubblico controlli le notifiche durante i film e il 50% si intrattenga con lo smartphone regolarmente. Sono numeri impressionanti, non vi pare?

Il ruolo della televisione non è più centrale come un tempo e lo schermo più grande di casa ha smesso di catalizzare l’attenzione. È sullo schermo più piccolo che tutti si concentrano, perdendosi nel mare delle notifiche o anche solo nello scrolling. Ecco perché gli esperti stanno iniziando a parlare di “comfort TV”: i film, le serie e i programmi non sono più la portata principale ma un contorno. Fuor di metafora, quello della TV è diventato un piacevole rumore di fondo (ecco perché si usa il termine “comfort”) da ascoltare per sentirsi meno soli o da seguire con poca concentrazione, in modo rilassato.

Il fenomeno che si è instaurato non è in secondo piano per l’industria dell’intrattenimento, anzi, la sta davvero rivoluzionando. In alcuni casi il cambiamento viene cavalcato e incoraggiato, mentre in altri è più forte l’esigenza di adattarsi.

Facciamo un esempio da palinsesto. Programmi come Sanremo sono in prima fila nel recepire il fenomeno della “comfort TV” (che in questo caso sarebbe più corretto chiamare “double screen”). Sanremo è la kermesse più amata d’Italia perché le canzoni contano fino a un certo punto, almeno quanto i pettegolezzi e le polemiche. Gli organizzatori lo sanno e incoraggiano il pubblico a partecipare a questo rituale collettivo. Un tempo ciò si limitava al voto, oggi include anche la pubblicazione e il rilancio di storie e reels, o il commento live fatto sul proprio profilo Facebook o X. Questo non è un esempio classico di comfort TV ma mostra che il mondo della televisione, in certi casi, ha preso coscienza di dover condividere l’attenzione con gli smartphone e si prodiga per stare al passo senza perire.

Decisamente più sofferente è il mondo della produzione cinematografica, in particolare per quanto riguarda le serie TV. Gli sceneggiatori sono incoraggiati a produrre scene più chiare e semplici e a costruire frequenti momenti di “recap”, in modo da permettere anche agli spettatori distratti di seguire la storia a grandi linee. Nella serie di Stranger Things tutte queste direttive sono state applicate: riassunti frequenti, climax ben delineati, presenza di scene molto visive. Un vantaggio per chi pensa ad altro durante la visione, ma un possibile motivo di fastidio per chi invece è stato attento.



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