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“Non sei tu, sono io”: ecco perché non si deve mai chiudere una relazione dicendo questo
Assumersi la colpa della separazione non aiuta la persona che viene lasciata, anzi, la destabilizza maggiormente.

“Non sei tu, sono io” è una delle frasi classiche che si usano per chiudere una relazione. Declinatela come volete, trasformatela in un una filippica rivolta contro voi stessi, allungate il brodo, ma la sostanza sarà la stessa. Chi lascia in questo modo si assume colpe che spesso non pensa realmente di avere e trova un modo per dire tutto senza dire niente, quindi di fatto lascia senza spiegazioni.

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Uno studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences ha dimostrato che le separazioni inspiegate o inspiegabili hanno forti effetti sulla psicologia: sono più dure da superare e intaccano l’immagine che una persona ha di sé.

Il cervello umano non ama l’incertezza e soffre terribilmente quando non riesce a spiegarsi una situazione. Dire “non sei tu, sono io” non dà ragioni, di fatto. Sembra una modalità gentile e matura, ma un partner che viene lasciato in questo modo non è affatto rassicurato. Se tutte le colpe sono di chi lascia, il quale di solito si descrive come un’anima tormentata, allora per quale motivo sta avvenendo la rottura? Il cervello difficilmente riesce a spiegarsi un evento del genere e allora parte il rimuginio: “Se mi sta lasciando, sicuramente ho fatto qualcosa di sbagliato, anche se non me lo vuole dire”.

Questi pensieri, che spesso diventano ossessivi, non sono senza ragione. Se un partner vi lascia, è evidentemente successo qualcosa che ha minato la vostra compatibilità. Non è per forza qualcosa di tragico, anzi, spesso quella che chiamiamo “colpa” andrebbe sostituita con un concetto più gentile. Però i problemi ci sono stati, è inevitabile.

Molte persone si dannano nel ricercare ragioni per la loro rottura. Pensano incessantemente a cosa potrebbero aver fatto, si colpevolizzano, arrivano ad attraversare momenti di depressione. Spesso finiscono per cercare di nuovo il partner, per chiedere chiarimenti, per trovare motivazioni. Gli amici e persino qualche esperto di relazioni suggeriscono di lasciar perdere: cercare una chiarezza che l’altro non sarà mai disposto a concedere aumenta soltanto la sofferenza. Ma come biasimare chi cerca motivi per una separazione così traumatica? Siamo sicuri che qualche volta è successo anche a voi, e il vostro bisogno era profondamente valido.

Se state lasciando una persona, forti dell’esperienza che forse è capitata a voi stessi, non dite mai: “Non sei tu, sono io”. Per quanto abbiate paura di esporvi e far soffrire l’ex partner, non trattenetevi dallo spiegare i veri motivi. È probabile che la persona che amavate non vi susciti più sentimenti autentici o che abbia comportamenti che non riuscite più a sopportare. Ebbene, abbiate il coraggio di dirlo. Non piangerà meno di quanto lo farebbe se foste rimasti sul vago. Si sentirà molto male ma, nel tempo, avvierà una riflessione che le permetterà di vivere meglio le prossime relazioni.

Vi è mai capitato di lasciare o essere lasciati in questo modo? Se volete, potete raccontarlo nei commenti.



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