Nessun amore è sempre al massimo; per non rimanere imprigionati in una
sofferenza
inutile occorre liberarsi da questa illusione. Solo così una relazione
può durare
Lo sappiamo tutti, ma fatichiamo ad accettarlo: nessuno ama sempre “alla
follia”; che piaccia o meno i sentimenti di tutti sono discontinui.
Pretendere continuità assoluta in amore significa
rifiutare il fatto che anche noi stessi amiamo di momento in momento, in
modo diseguale. Purtroppo il mito illusorio dell'amore eterno,
sempre uguale, sempre meraviglioso è talmente presente nella cultura
popolare da indurci spesso a forzare i sentimenti pur di ottenerlo: un
atteggiamento molto rischioso, proprio per il benessere della coppia. Il
pericolo maggiore è proprio quello di non riuscire a reggere gli alti e
bassi presenti in ogni relazione, vedere disaffezione dove magari c’è solo
un momento di stasi. Si pensa: “ Se il nostro amore non è sempre al massimo
è meglio che finisca, prima o poi troverò la persona giusta, quella che mi
amerà davvero”. Nell’attesa, ecco che l’autostima che proviamo non dipende
più da noi: senza accorgercene abbiamo messo il nostro equilibrio nelle
mani degli altri.
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Ognuno ama a modo suo
Quando affermiamo: "lui (o lei) non mi dice mai ti amo", spesso in realtà
intendiamo: "Non mi ama come so fare io", come se l’idea che noi abbiamo in
testa fosse l’unica vera. Ovvero "Devi amarmi, ma come dico io", in modo
costante, con le frasi giuste e i comportamenti che mi aspetto. Le persone
che vivono l’amore in questo modo inevitabilmente finiscono per rovinare le
proprie relazioni e un poco alla volta si convincono che in realtà sia
impossibile trovare qualcuno capace di amare “come si deve”. Recitano così
la parte del sofferente dando la colpa alla cattiveria degli altri, ed è
proprio questa certezza a condurli dritti fra le braccia della sofferenza.
Produce danni sognare l’ideale ?
"Il vero amore deve essere perfetto". Non è vero !
La coppia deve essere viaggiare sempre al cento per cento”, altrimenti che
amore è? Questa convinzione è il prodotto di una visione ideologica dei
sentimenti: si è certi che, per essere autentiche, le relazioni debbano
produrre costantemente un livello “adeguato” di passione, attenzioni,
messaggi d’affetto, sospiri e carezze...
"La mia felicità dipende da lui (o dal lei)"
L’attenzione è tutta sbilanciata su ciò che fa o dice l’altro, “noi” non ci
siamo più. Come se la felicità debba venire solo da fuori. Così ci si
attacca morbosamente al partner, diventando dipendenti da persone che
spesso ci fanno soffrire.
Subito tre consigli…
Eliminare immediatamente le frasi fatte
La frase “non mi dice mai ti amo” è molto dannosa, ma non è certo l’unica.
Esistono altre frasi-tipo altrettanto dannose che testimoniano come il
proprio benessere sia appeso al filo delle conferme che l’altro è tenuto a
dare: "Non mi degna di uno sguardo"; "Per lui sono scontata"; "Non si
accorge dei miei sentimenti»; "Non vede come soffro quando non è
affettuoso". Eliminale dal tuo vocabolario: sono solo luoghi comuni.
Evitare di volere che il partner sia modellato a modo nostro
Cosa ci spinge a volere a tutti costi che il partner sia diverso da come è,
se non le convinzioni errate che ci siamo fatti dell’amore e sull’ amore? Ripartendo da questa semplice constatazione dovremmo
riuscire a vedere quanta energia sprechiamo ogni giorno tentando di
modellare il partner sui nostri ideali amorosi. E quanta sofferenza,
frustrazione e disistima produce in noi…
No agli schemi in amore
"Lui non mi ama sempre allo stesso modo e con la stessa intensità? Bene,
neanch’io". Ecco la frase da dirsi. Non solo: se abbandoniamo il modello di amore che abbiamo in mente emergeranno spontaneamente aspetti di lui o di lei a cui non avevamo fatto
caso, sfaccettature inaspettate che non scorgiamo perché, idealizzando il
partner, perdiamo di vista le sue caratteristiche autentiche.