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I colori bianco e nero in psicologia
Che significato hanno nella tradizione e nella psicologia il bianco e il nero? Scopriamolo insieme!

Quando si vuole intendere che una persona ha una visione esagerata di una situazione, si dice che vede “tutto bianco o tutto nero”. Il motivo è chiaro: a differenza di ogni altro colore esistente il bianco e il nero sono densi di significati culturali, psicologici ma anche naturali e fisici nettamente contrapposti, per così dire assoluti. 

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Tutti conosciamo lo yin e lo yang, per la filosofia cinese il simbolo della pienezza del cosmo. Due gocce, distinte ma allo stesso tempo connesse tra loro, formano una ruota: il nero, l’elemento terrigno e femminile, si abbraccia al bianco, l’elemento celeste e maschile. L’origine dei termini yin e yang, se andiamo a vedere l’etimologia delle parole in antico cinese, potrebbe essere sintetizzata così: il “lato in ombra della collina” (yin) contrapposto al “lato illuminato della collina”(yang). Il bianco e il nero in effetti rappresentano proprio questo: la pienezza della luce che annulla gli altri colori in se stessa, o la negazione di quella stessa luce, cioè l’ombra, la notte. 

Tutte le culture tradizionali hanno avuto a che fare con il nero e il bianco, anche in modi differenti: nella cristianità, il bianco come colore della luce e della purezza divina è utilizzato dai sacerdoti nelle solennità e dalle spose il giorno del matrimonio. I satanisti invece, non a caso, prediligono il colore opposto, cioè il nero, proprio per rimarcare la loro distinzione dai dettami della religione ufficiale. Ma il bianco non sempre è sinonimo di luce e contiene in sé anche un germe di inquietudine: essendo il colore delle ossa, in molte culture è il colore simbolo del lutto. Hermann Melville, nel suo celeberrimo libro Moby Dick, ha dedicato alcune pagine straordinarie alla storia del colore bianco nella sua veste più tetra, e non a caso la sua terribile balena è proprio bianca. 

Anche in psicologia i colori bianco e nero hanno una connotazione profondamente opposta: il bianco è un “sì” e il nero un “no”, il bianco un impulso ottimista e il nero un’attitudine pessimista, per sintetizzare grossolanamente. 

Nel 1947, lo psicologo Max Lüscher elaborò il suo primo “test dei colori” e lo presentò al Congresso internazionale di psicologia di Losanna. L’idea era che, analizzando i disegni dei bambini e i colori da loro scelti, si potesse risalire alle loro emozioni dominanti. Ancora oggi il test di Lüscher è utilizzato sui più piccoli, ma anche su alcuni adulti. 

Per Lüscher il nero ha a che fare con “la negazione, il no incondizionato, il rifiuto e la rinuncia ed esprime sempre un grave disagio esistenziale, affettivo, adattivo o relazionale”. Ricerche più recenti, eseguite sugli adolescenti, hanno collegato la scelta dei colori nero e rosso a una propensione alla violenza e al bullismo. In psicologia, insomma, il nero assume spesso un significato di negazione e anche di protesta. 

Chi invece ama il bianco e lo sceglie spesso per i propri abiti appare più aperto, energico e creativo. Ma il troppo bianco, il bianco totale, rischia invece di comunicare una freddezza, un vuoto, un senso di isolamento. Se il total black riesce a dare un effetto di pienezza, il total white ha qualcosa di pauroso, come paurose sono le tele totalmente vuote di certa arte moderna. È raro che un adolescente scelga il bianco come colore preferito, proprio perché questo comunica una certa tendenza all’annullamento, alla stasi, oseremmo dire alla depressione. 

Chi vede il mondo in bianco e nero, vede il mondo conteso tra due opposti entrambi pericolosi: aggressività e passività, vittoria e sconfitta, luce o ombra totale (quindi sempre accecante). A chi volesse interpretare questa complessità vertiginosa, viene ancora una volta in aiuto la filosofia cinese, con il simbolo di yin e yang: se lo si osserva bene, si nota che all’interno del nero, yin, è presente un’isola di bianco, yang, e viceversa. I cinesi insegnano che il bianco contiene in sé una parte dei significati del nero e il nero a sua volta incorpora e interpreta il bianco. Mescolati darebbero luogo al grigio, colore della saggezza, cioè comprensione adulta e meditata della complessità di tutti i fenomeni psichici e umani.



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